Decisione 2012/35/PESC: embargo del petrolchimico iraniano
La decisione assunta dal Consiglio dell’Unione Europea blocca (al di là del congelamento dei fondi della Banca Centrale Iraniana – oggetto del Regolamento 54/2012 – e dell’embargo sull’acquisto di prodotti petroliferi) l’esportazione verso l’Iran di tecnologie, materiali, componenti connessi con l’industria petrolchimica: naturalmente, tale embargo va ad aggiungersi alle restrizioni già esistenti. Considerata la già complicata e incerta trafila connessa all’esportazione verso l’Iran dei prodotti della meccanica (e non solo) che hanno pur vaghe possibilità di impiego nell’industria estrattiva, la Decisione pare decisamente inopportuna laddove estende i divieti ad attrezzature e tecnologie connesse al settore petrolchimico, ossia al settore dell’industria che realizza semilavorati a partire dal petrolio o dal gas naturale. L’inopportunità sta nel fatto che le imprese italiane forniscono abitualmente ad imprese iraniane strumenti, macchine e prodotti da utilizzare nell’industria meccanica ma anche in quella petrolchimica. E si consideri che tale divieto non riguarda solo gli stabilimenti in Iran ma anche tutte le imprese e gli stabilimenti che, pur collocati in altri Stati, sono di proprietà di imprese iraniane. Pertanto, anche una spedizione verso, ad es., gli Emirati Arabi Uniti, potrebbe essere bloccata per il fatto che l’impresa ivi residente risulti di proprietà iraniana.
Visto che poi è sempre meglio leggere direttamente le fonti, basta seguire questo link per scaricare il testo della Gazzetta Ufficiale del 24 gennaio 2012 che contiene, a partire da pag. 23, la Decisione 2012/35/PESC.
L’immagine della bandiera iraniana è concessa gentilmente da www.33ff.com/flags
