La normativa
Il criterio, stabilito dall’articolo 60 del Codice Doganale dell’Unione (Reg. UE 952/2013), è il riferimento per determinare correttamente l’origine non preferenziale del prodotto.
La corretta gestione dell'origine non preferenziale
Affinché l’etichettatura “Made in” sia conforme, essa deve riflettere con esattezza l’origine non preferenziale.
Un’etichetta errata o ingannevole può generare gravi conseguenze: dalle sanzioni amministrative o penali, fino al sequestro delle merci da parte delle autorità competenti. Inoltre, un’etichettatura scorretta compromette la tracciabilità del prodotto, mina la fiducia del consumatore e può impedire l’accesso a regimi specifici di conformità tecnica o sicurezza.
I rischi di una gestione inadeguata dell'origine non preferenziale
La gestione corretta dell’origine risulta fondamentale anche in relazione alle misure di politica commerciale applicabili, come dazi antidumping, restrizioni quantitative o quote all’importazione, che dipendono proprio dall’origine non preferenziale dichiarata.