A partire dal 1° luglio 2026, entra ufficialmente in vigore il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1457 della Commissione, che definisce i criteri di ripartizione dei contingenti tariffari per le importazioni di acciaio nell’Unione Europea.
News Notizie in materia doganale
Acciaio: l’UE pubblica le nuove regole sull’import
A partire dal 1° luglio 2026, entra ufficialmente in vigore il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1457 della Commissione, che definisce i criteri di ripartizione dei contingenti tariffari per le importazioni di acciaio nell’Unione Europea.
Il nuovo quadro normativo stabilisce l’apertura di contingenti tariffari per un totale di 18.345.922 tonnellate, riguardanti 26 categorie di prodotti siderurgici. Per tutte le merci importate al di fuori di queste quote, è fissato un dazio supplementare estremamente elevato, pari al 50% ad valorem. La gestione di tali volumi sarà improntata al principio “primo arrivato, primo servito”, garantendo un accesso trasparente a tutti gli operatori economici.
Il Regolamento introduce una distinzione tra due tipologie di quote:
- Parte NPF (Nazione più favorita): accessibile a tutti i Paesi terzi su base non discriminatoria, calcolata sulla base della quota media delle importazioni UE nel periodo 2022-2024.
- Parte ALS (Accordi di Libero Scambio): riservata ai Paesi che hanno, o avranno in futuro, un accordo di libero scambio con l’Unione.
Tra i principali partner che hanno ottenuto quote specifiche per paese figurano nazioni come la Turchia, l’India, il Giappone, la Corea del Sud, il Vietnam e il Regno Unito. Un’attenzione particolare è stata rivolta all’Ucraina, che beneficia di una ripartizione più favorevole rispetto ad altri partner ALS in considerazione della sua eccezionale situazione di sicurezza. Inoltre, sono state previste modalità specifiche per assicurare l’accesso ininterrotto ai prodotti originari del Regno Unito destinati all’Irlanda del Nord.
L’Unione mira a garantire la diversificazione delle fonti di approvvigionamento evitando, al contempo, che misure adottate da Paesi terzi possano distorcere il mercato interno. Per questa ragione, i contingenti sono stati suddivisi trimestralmente per monitorare costantemente i flussi commerciali ed evitare picchi improvvisi di importazioni.
Data l’esigenza di un intervento immediato, il Regolamento avrà una durata limitata di 6 mesi, restando obbligatorio in tutti i suoi elementi fino al 31 dicembre 2026.
Per supporto e assistenza, contattaci qui.