Il Ministero del Commercio cinese (MOFCOM) e l’Amministrazione Generale delle Dogane hanno annunciato il ripristino dell’obbligo di licenza di esportazione per numerosi prodotti siderurgici. La decisione, formalizzata con l’Annuncio n. 79 del 2025, entrerà ufficialmente in vigore il 1° gennaio 2026, segnando il ritorno di tali restrizioni dopo oltre sedici anni.
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Acciaio: la Cina ripristina l’obbligo di licenza per l’esportazione dal 2026
Il Ministero del Commercio cinese (MOFCOM) e l’Amministrazione Generale delle Dogane hanno annunciato il ripristino dell’obbligo di licenza di esportazione per numerosi prodotti siderurgici. La decisione, formalizzata con l’Annuncio n. 79 del 2025, entrerà ufficialmente in vigore il 1° gennaio 2026, segnando il ritorno di tali restrizioni dopo oltre sedici anni.
Il provvedimento colpirà circa 300 tipologie di prodotti in acciaio, coprendo l’intera filiera produttiva: dalle materie prime ai semilavorati, fino ai prodotti finiti. Secondo le autorità, gli operatori che intendono esportare queste merci dovranno presentare una documentazione specifica, che include il contratto di esportazione e un certificato di ispezione della qualità rilasciato dal produttore.
Le licenze verranno rilasciate con una tempistica piuttosto rapida, ovvero entro tre giorni lavorativi dalla presentazione della documentazione completa. Avranno una validità massima di sei mesi e potranno essere utilizzate per spedizioni singole o multiple.
La gestione delle autorizzazioni sarà così ripartita:
- A livello centrale: il MOFCOM e l’Ufficio Licenze gestiranno le richieste delle imprese statali sotto la supervisione del SASAC a Pechino.
- A livello locale: i dipartimenti del commercio provinciali e di alcune città principali (come Canton, Nanchino, Wuhan e Xi’an) si occuperanno delle altre imprese.
L’inosservanza di queste nuove disposizioni comporterà conseguenze severe. Gli operatori che tenteranno di esportare senza la necessaria licenza andranno incontro al blocco della merce e a sanzioni amministrative che possono arrivare fino al 30% del valore del carico. Nei casi di violazioni più gravi, è prevista anche la responsabilità penale.
Questa iniziativa si inserisce nel quadro legislativo della Legge sul Commercio Estero e dei regolamenti sull’import-export della Repubblica Popolare Cinese, mirando a un monitoraggio più stretto dei flussi di acciaio in uscita dal Paese.
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