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Accordo UE–Mercosur: nuove opportunità di business per le aziende Italiane

21/01/2026 -

La firma dell’accordo UE–Mercosur, avvenuta il 17 gennaio 2026 ad Asunción, apre una nuova fase concreta per le imprese europee che operano – o intendono operare – nei mercati sudamericani. L’impatto dell’intesa va ben oltre la riduzione dei dazi: cambia il modo in cui le aziende devono pianificare export, supply chain e compliance verso un’area economica che coinvolge circa 700 milioni di consumatori.

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La firma dell’accordo UE–Mercosur, avvenuta il 17 gennaio 2026 ad Asunción, apre una nuova fase concreta per le imprese europee che operano – o intendono operare – nei mercati sudamericani. L’impatto dell’intesa va ben oltre la riduzione dei dazi: cambia il modo in cui le aziende devono pianificare export, supply chain e compliance verso un’area economica che coinvolge circa 700 milioni di consumatori.

L’accordo si articola su due livelli distinti, con tempistiche e implicazioni diverse per le imprese. In particolare:

  • Interim Trade Agreement (ITA): copre le competenze esclusive dell’Unione europea, tra cui commercio, tariffe e disciplina doganale. Può entrare in vigore in tempi più rapidi, una volta approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio, rendendo applicabili per primi i benefici commerciali.
  • EU–Mercosur Partnership Agreement (EMPA): ha un perimetro più ampio e include anche cooperazione politica e istituzionale. La sua entrata in vigore richiede la ratifica da parte di tutti gli Stati membri UE secondo le rispettive procedure nazionali.

Di seguito, abbiamo cercato di riassumere i principali elementi di interesse operativo per le imprese, sulla base delle informazioni ufficiali ad ora disponibili.

1. Settori industriali: superamento delle barriere

Per l’industria manifatturiera europea, l’accordo interviene su dazi che fino ad oggi hanno rappresentato un ostacolo concreto all’accesso al mercato Mercosur.

  • Automotive: è prevista la progressiva eliminazione del dazio del 35% sulle autovetture, che ha finora penalizzato fortemente l’export UE rispetto ad altri competitor globali. L’impatto è rilevante anche per la componentistica e l’aftermarket, con potenziali effetti su prezzi e volumi.
  • Macchinari e impiantistica: i dazi attuali, compresi tra il 14% e il 20%, saranno eliminati, facilitando l’esportazione di macchinari industriali, agricoli e per il food processing. Per le imprese del settore diventa centrale una corretta classificazione doganale e la gestione delle regole di origine preferenziale.
  • Chimica e farmaceutica: la rimozione di dazi fino al 14% rende i prodotti farmaceutici e chimici UE più competitivi. Restano invariati, tuttavia, gli obblighi in materia di autorizzazioni, certificazioni e controlli regolatori.
  • Materie prime critiche: l’accordo rafforza l’accesso a materie prime strategiche come fluorspar, bismuto e antimonio, fondamentali per industrie ad alta intensità tecnologica e per la transizione digitale ed energetica.

2. Agroalimentare: opportunità di export e protezioni mirate

Il comparto agroalimentare è tra i principali beneficiari in termini di accesso al mercato Mercosur, con una crescita stimata dell’export UE fino al 50%.

  • Riduzione dei dazi all’esportazione. Sono previste riduzioni significative su:
    • vini e alcolici (fino al 35%),
    • cioccolato (20%),
    • olio d’oliva (10%),
    • prodotti lattiero-caseari, con accesso preferenziale a un mercato di circa 270 milioni di consumatori.

  • Tutela delle Indicazioni Geografiche (IG). L’accordo garantisce la protezione di 344 Indicazioni Geografiche europee, impedendo l’uso improprio di denominazioni protette da parte di produttori locali. Per le aziende, questo rafforza la difesa del valore del marchio, ma richiede una gestione rigorosa della tracciabilità.
  • Settori sensibili e quote. Per carne bovina e pollame non è prevista una liberalizzazione totale: l’UE ha introdotto quote tariffarie progressive, pensate per evitare effetti distorsivi improvvisi sui mercati interni.

3. Meccanismi di tutela finanziaria e legale

L’accordo introduce strumenti di protezione pensati per gestire possibili squilibri di mercato.

  • Unity Safety Net: a partire dal 2028 è previsto un fondo da 6,3 miliardi di euro, destinato a intervenire in caso di crisi di mercato o shock geopolitici, con particolare attenzione al settore agricolo.
  • Clausola di salvaguardia bilaterale: consente all’UE di adottare rapidamente misure correttive qualora un aumento anomalo delle importazioni causi danni significativi ai mercati interni.

4. Aspetti operativi

Per le imprese, l’aspetto operativo centrale dell’accordo UE–Mercosur è la capacità di dimostrare correttamente l’origine preferenziale dei prodotti, condizione essenziale per beneficiare delle riduzioni daziarie previste. I benefici tariffari previsti dall’accordo possono infatti essere applicati solo se il prodotto esportato soddisfa le regole di origine preferenziale stabilite dall’intesa e se tale origine è dimostrata in modo adeguato e conforme alle disposizioni previste.

In termini pratici, le aziende dovranno prestare particolare attenzione a:

  • definizione dell’origine preferenziale del prodotto finito;
  • verifica delle lavorazioni effettuate e del valore dei materiali utilizzati;
  • corretta gestione delle prove di origine (dichiarazioni, attestazioni, documentazione di supporto);
  • coordinamento tra uffici acquisti, produzione e logistica.

Errori nella determinazione o nella prova dell’origine possono comportare la perdita del beneficio tariffario, il recupero dei dazi non versati e l’applicazione di sanzioni o contestazioni in sede di controllo doganale. Per questo motivo, la corretta gestione dell’origine preferenziale costituisce un aspetto fondamentale dell’accordo e richiede un’analisi preventiva e strutturata.

Easyfrontier supporta le aziende nell’interpretazione delle regole di origine, nella determinazione dell’origine preferenziale dei prodotti e nella gestione delle relative prove, contribuendo a ridurre i rischi e a valorizzare in modo sicuro le opportunità offerte dall’accordo UE–Mercosur.

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