L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato la Circolare n. 30/2025, che aggiorna in modo significativo la disciplina relativa alla semplificazione della determinazione degli importi facenti parte del valore in dogana prevista dall’art. 73 del Codice Doganale dell’Unione.
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ADM pubblica la Circolare 30/2025: nuove regole per la semplificazione del valore in dogana
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato la Circolare n. 30/2025, che aggiorna in modo significativo la disciplina relativa alla semplificazione della determinazione degli importi facenti parte del valore in dogana prevista dall’art. 73 del Codice Doganale dell’Unione. Il nuovo documento sostituisce integralmente la circolare 5/D del 2017 ed entrerà in vigore a partire dal 1° dicembre 2025.
Si tratta di un aggiornamento profondo che impatterà in modo diretto il modo in cui le aziende gestiscono valori non ancora definiti al momento dell’importazione, come royalties, costi variabili, bonus, riprese di prezzo e altri elementi che oggi generano incertezza e continue rettifiche.
Il primo cambiamento concreto riguarda la richiesta di autorizzazione, che diventa un processo più tecnico e più strutturato. Non è più sufficiente proporre un metodo indicativo: ADM chiede una formula chiara, motivata e dimostrabile, supportata da almeno un anno di dati storici provenienti dalla contabilità aziendale. Questo significa che le imprese devono prepararsi a raccogliere in modo ordinato contratti di acquisto, accordi di licenza, documenti di trasporto, polizze assicurative e qualunque elemento che abbia un impatto sulla determinazione del valore. In altre parole, la domanda deve poggiare su basi solide e verificabili, e richiede un lavoro preparatorio più approfondito rispetto al passato.
Accanto a questo, la circolare amplia ciò che può essere semplificato. Non ci si limita più a elementi accessori come royalties o costi post-import: oggi la semplificazione può riguardare anche la stessa base del valore, cioè il valore di transazione, quando questo non è quantificabile al momento della dichiarazione doganale. È un cambiamento importante, che permette alle aziende di stabilizzare valori che in molti settori sono soggetti a variazioni continue e difficili da gestire in tempo reale.
Anche l’iter autorizzativo subisce alcune variazioni. Tutto passa dal sistema CDS, con tempi più certi: 30 giorni per verificare la completezza della domanda, 60 per l’istruttoria dell’Ufficio locale e 120 giorni totali per la decisione finale (90 per gli AEO).Per le aziende questo significa maggiore prevedibilità, ma anche la necessità di presentare un’istanza correttamente preparata fin da subito, perché ogni richiesta di integrazione riavvia i tempi.
Un’altra novità importante è che l’autorizzazione non avrà più una scadenza. Diventa infatti a validità illimitata. Tuttavia, la circolare introduce un monitoraggio annuale obbligatorio, durante il quale ADM verifica che la formula sia ancora attuale, che i dati delle importazioni continuino a confermarne la validità e che l’organizzazione interna dell’azienda rispetti ancora i requisiti richiesti. Si tratta quindi di uno strumento che richiede attenzione costante: non è più una pratica da archiviare, ma un processo da mantenere vivo nel tempo.
La circolare chiarisce anche le condizioni per sospendere, revocare o annullare un’autorizzazione. In particolare, l’annullamento può avvenire quando l’istanza è stata concessa sulla base di informazioni false o incomplete, mentre la revoca e la modifica riguardano situazioni in cui i presupposti non sono più soddisfatti. Questo implica una maggiore responsabilità per le aziende, che devono mantenere trasparenza e coerenza nei dati forniti, e comunicare tempestivamente eventuali cambiamenti significativi.
Cosa comporta tutto questo? È senza dubbio utile valutare se la semplificazione sia realmente vantaggiosa rispetto alla gestione ordinaria o al ricorso alla dichiarazione semplificata. In caso positivo, sarà necessario mettere ordine ai dati interni e ricostruire in modo accurato lo storico dei valori che si intendono semplificare. È poi fondamentale definire una formula di calcolo trasparente e coerente con i contratti in essere, che ADM possa verificare facilmente. Infine, occorre strutturare un processo interno che consenta ogni anno di aggiornare dati e documenti per il monitoraggio, perché la semplificazione diventa un impegno permanente e non un adempimento isolato.
La Circolare 30/2025 rappresenta quindi un’opportunità importante per stabilizzare valori complessi e aumentare la prevedibilità dei costi di importazione, ma richiede alle aziende una pianificazione accurata e una gestione organizzata.
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