Il 18 luglio 2025 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato il XVIII pacchetto di sanzioni contro la Russia e la Bielorussia, confermando il continuo impegno dell’UE nel contrastare l’aggressione illegale e garantire una pace giusta e duratura per l'Ucraina.
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Adottato il XVIII pacchetto sanzionatorio contro la Russia
Il 18 luglio 2025 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato il XVIII pacchetto di sanzioni contro la Russia e la Bielorussia (Regolamento (UE) 2025/1494, Regolamento (UE) 2025/1472, Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1476, Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1469, Decisione (PESC) 2025/1495, Decisione (PESC) 2025/1478, Decisione (PESC) 2025/1471, Decisione di esecuzione (PESC) 2025/1461), confermando il continuo impegno dell’UE nel contrastare l’aggressione illegale e garantire una pace giusta e duratura per l'Ucraina.
Per ciò che riguarda il settore energetico, il pacchetto abbassa il tetto massimo al prezzo del petrolio russo da 60 a 47,6 dollari al barile, allineandolo all’andamento dei prezzi internazionali. Contestualmente, vengono adottate restrizioni per 105 nuove navi a cui è fatto divieto di accesso nei porti europei e di fornitura di servizi. Inoltre, è stato inserito un operatore del settore LNG e introdotto un nuovo divieto di importazione per prodotti raffinati da greggio russo provenienti da Paesi terzi, fatta eccezione per Canada, Stati Uniti, Regno Unito, Norvegia e Svizzera. È stato anche confermato il blocco totale di qualsiasi attività relativa ai gasdotti Nord Stream 1 e 2, nonché la fine dell’esenzione per l’import di petrolio russo in Repubblica Ceca.
Per ciò che concerne il settore finanziario, il divieto di transazioni con istituzioni bancarie russe è stato esteso in modo sostanziale, con l’aggiunta di 22 nuove banche all’elenco, che conta ora 45 istituti.
Il pacchetto abbassa la soglia per l’adozione di sanzioni verso soggetti di Paesi terzi, inclusi operatori finanziari e crypto, che contribuiscono all’elusione delle restrizioni o sono collegati al sistema alternativo russo SPFS, sviluppato per aggirare SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, il sistema di messaggistica internazionale utilizzato dalle banche per trasmettere in modo sicuro e standardizzato le istruzioni di pagamento e altre comunicazioni finanziarie tra istituzioni in tutto il mondo).
Per ciò che riguarda l’ambito militare e tecnologico, il pacchetto prevede nuove sanzioni contro fornitori del complesso militare-industriale russo, includendo per la prima volta tre entità cinesi accusate di fornire tecnologie impiegate sul campo di battaglia. Sono state sanzionate anche otto aziende bielorusse che supportano lo sforzo bellico russo. L’elenco delle entità soggette a restrizioni sull’esportazione di beni dual-use e tecnologie avanzate è stato ampliato con 26 nuove entità, di cui 11 situate in Paesi terzi come Cina, Hong Kong e Turchia.
Particolare attenzione è rivolta alle restrizioni sulle merci: le proibizioni riguardanti prodotti sotto i Capitoli 74, 76 e 84, già oggetto di monitoraggio da parte di molte Autorità Competenti Nazionali, sono state significativamente ampliate. Questo implica che una licenza di esportazione ottenuta secondo l’Annex XXIII (art. 3k) potrebbe essere non più sufficiente per esportare tali prodotti, rendendo necessaria una nuova licenza.
Il pacchetto estende in modo significativo la lista di codici merceologici soggetti a restrizioni, includendo numerose nuove voci sotto l’Annex XXIII che coprono un ampio spettro di prodotti chimici, macchinari, materiali e componenti tecnologici. Alcuni di questi nuovi codici non beneficiano del periodo di wind-down, imponendo un’immediata sospensione delle esportazioni. Tale aggiornamento richiede quindi una verifica puntuale e aggiornata delle merci da parte degli operatori per assicurare la conformità alle normative.
Un ulteriore elemento di rilievo riguarda il rafforzamento del regime sanzionatorio individuale. Il Consiglio ha inserito in lista 55 nuovi soggetti, tra cui 14 persone fisiche e 41 entità, portando il totale delle designazioni a oltre 2.500. Tra i soggetti sanzionati figurano persone coinvolte nella deportazione e rieducazione forzata di bambini ucraini, proxy russi attivi nei territori occupati, manipolatori del patrimonio culturale ucraino, un noto uomo d’affari e un propagandista di primo piano.
Analoghe misure sono state adottate nei confronti della Bielorussia.
Il pacchetto sancisce un ampliamento delle misure di controllo sulle supply chain, con particolare attenzione alla tracciabilità e all’origine delle merci soggette a restrizioni. Le nuove disposizioni incoraggiano un coordinamento più stretto tra le Autorità Competenti Nazionali e le dogane degli Stati membri per prevenire tentativi di elusione delle sanzioni, rafforzando le verifiche documentali e i controlli fisici sulle spedizioni.
Infine, il pacchetto evidenzia l’importanza di un approccio dinamico e flessibile, data la continua evoluzione della situazione geopolitica e delle risposte regolatorie. È quindi fondamentale per le imprese e gli operatori coinvolti nel commercio con Paesi terzi monitorare costantemente gli aggiornamenti e adottare strumenti digitali efficaci per la gestione delle liste di controllo e la verifica della compliance.
Seguiranno approfondimenti.
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