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Brexit: i consigli del governo UK su come affrontare il “day one” in caso di no-deal

11/10/2019 -
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In occasione di una tavola rotonda presso CBI – Confederation of British Industry conUK Borders Delivery Group, è stato ribadito il piano di azione UK nel caso di un’uscita senza accordo del Regno Unito dall’Unione europea.

In particolare, è stata confermata l’adozione delle Transitional Simplified Procedures, ovvero di procedure semplificate per le importazioni in UK di merce proveniente dall’UE: al momento dell’entrata delle merci nel Regno Unito, gli operatori economici potranno presentare una dichiarazione incompleta, rimandando ad un momento successivo la presentazione della dichiarazione completa di importazione e il pagamento di dazi, IVA e altri oneri.

È opportuno specificare che tali semplificazioni sono destinate esclusivamente aglioperatori stabiliti in UK, che sono in possesso di un codice EORI e che effettueranno operazioni di importazione dall’Unione europea.

Inoltre, è stata confermata la possibilità di ricorrere al regime del transito comune: a tale proposito, UK ha sottolineato che l’HMRC (Her Majesty’s Revenue and Customs) sta lavorando per consentire agli operatori di ottenere nel minor tempo possibile le autorizzazioni a destinatario autorizzato e speditore autorizzato: tali autorizzazioni consentono alle imprese di ricevere e spedire merce vincolata a transito direttamente presso/da i propri magazzini, se luoghi approvati.

Di grande importanza è, invece, quanto previsto per il day one, ovvero per il periodo appena successivo alla Brexit.

Per le importazioni in UK, il governo britannico consiglia agli operatori che non ne sono ancora in possesso di richiedere già oggi il codice EORI, indispensabile per effettuare operazioni doganali. Inoltre, suggerisce di presentare in anticipo la dichiarazione di import sul sistema telematico doganale britannico, in modo che, all’arrivo fisico delle merci in UK, sarà sufficiente comunicare tale dato alle autorità doganali affinché la merce sia sdoganata senza lunghe attese.

Per quanto riguarda le esportazioni da UK, verrà introdotto un meccanismo simile: gli operatori potranno inviare preventivamente le dichiarazioni doganali di export, corredate da eventuali certificati, documenti, licenze, etc., in modo che le autorità doganali possano procedere al controllo delle merci e dei relativi documenti prima della partenza delle merci dal territorio doganale UK.

Per quanto riguarda la conformità dei prodotti, infine, come già annunciato, gli standard tecnici unionali verranno mantenuti in UK per un periodo transitorio. Al termine del periodo transitorio e per i prodotti non sottoposti alla normativa regolamentare unionale, invece, sarà previsto l’obbligo della marcatura “UKCA”. 

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