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CBAM: pubblicata la nuova guida UE per il regime definitivo

31/08/2026 -

La Commissione Europea ha pubblicato la nuova linea guida ufficiale sulla verifica delle emissioni CBAM e sull’accreditamento dei verificatori.

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La Commissione Europea ha pubblicato la nuova linea guida ufficiale sulla verifica delle emissioni CBAM e sull’accreditamento dei verificatori.

Sebbene il documento si rivolga principalmente ai verificatori e agli organismi nazionali di accreditamento, le ricadute operative e strategiche per le aziende importatrici dell’Unione Europea sono immediate e di assoluto rilievo.

La nuova guida chiarisce che l’attività dei verificatori terzi accreditati andrà ben oltre il semplice ricalcolo matematico delle emissioni dichiarate. La verifica richiederà una valutazione approfondita di tutta la filiera del produttore extra-UE, tra cui:

  • La validazione del “Monitoring Plan” (MP): il piano di monitoraggio specifico dell’impianto estero dovrà essere validato per garantirne la conformità con il Regolamento dell’Unione Europea.
  • La tracciabilità dei precursori: dovranno essere monitorate e verificate le emissioni incorporate delle materie prime (i precursori) utilizzate nel processo produttivo dei beni complessi.
  • Analisi dei rischi e visite in situ: sono previsti rigorosi controlli di affidabilità che includono l’analisi dei rischi interni del produttore, visite fisiche agli impianti (salvo specifiche deroghe o casi di forza maggiore) e una revisione indipendente prima del rilascio del report finale.

Il processo di accreditamento e l’interazione digitale con le autorità europee seguono una precisa linea temporale:

  • Dal 1° settembre 2026: i verificatori accreditati potranno richiedere l’accesso formale al CBAM Registry.
  • Da gennaio 2027: i rapporti di verifica dovranno essere emessi e trasmessi dai verificatori direttamente all’interno del Registro CBAM. Questo permetterà ai dichiaranti CBAM autorizzati di utilizzare i dati reali e verificati per le proprie dichiarazioni annuali, la cui scadenza ordinaria è fissata al 30 settembre di ogni anno.

Per le imprese italiane che importano merci soggette a CBAM (come ferro, acciaio, alluminio, cemento e fertilizzanti), disporre di dati di emissione reali e certificati dai propri fornitori esteri rappresenta un enorme vantaggio competitivo ed economico rispetto all’applicazione dei valori di default stabiliti dalla Commissione. È necessario avviare un dialogo con i produttori extra-UE per verificare che siano pronti a mappare correttamente i propri impianti, a nominare i verificatori accreditati e a gestire le eventuali lacune di dati prima della chiusura dell’anno di produzione.

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