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CBAM: pubblicate dalla Commissione Europea le nuove Linee Guida

29/08/2026 -

La Commissione Europea ha pubblicato, in data 14 agosto 2026, dieci nuove linee guida operative destinate a rappresentare un documento di orientamento per i gestori di impianti extra-UE che producono merci soggette al CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism). Queste indicazioni forniscono chiarimenti essenziali per supportare gli operatori nel calcolo dell’effettiva portata del tributo ambientale e per agevolare l’attuazione a livello globale della disciplina.

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La Commissione Europea ha pubblicato, in data 14 agosto 2026, dieci nuove linee guida operative destinate a rappresentare un documento di orientamento per i gestori di impianti extra-UE che producono merci soggette al CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism). Queste indicazioni forniscono chiarimenti essenziali per supportare gli operatori nel calcolo dell’effettiva portata del tributo ambientale e per agevolare l’attuazione a livello globale della disciplina.

Il pacchetto normativo segna un passo decisivo verso la piena operatività della fase definitiva del CBAM, avviata il 1° gennaio 2026. La struttura dei nuovi documenti prevede quattro guide di orientamento generale e sei guide settoriali focalizzate sui singoli comparti industriali coinvolti nel meccanismo: ferro, ghisa, acciaio, cemento, alluminio, idrogeno ed energia elettrica.

Nello specifico, le quattro guide introduttive affrontano i seguenti aspetti chiave:

  • Guida n. 1: analisi dettagliata di ruoli, responsabilità, tappe fondamentali, scadenze ed esenzioni generali per gli impianti situati al di fuori dell’Unione Europea.
  • Guida n. 2: guida rapida incentrata sui concetti cardine del monitoraggio delle emissioni CBAM.
  • Guida n. 3: approfondimento tecnico sui metodi di calcolo delle emissioni incorporate nei beni.
  • Guida n. 4: indicazioni operative per determinare il corretto adeguamento legato all’assegnazione gratuita nell’ambito del sistema EU ETS e calcolare il numero di certificati CBAM da restituire.

Le linee guida ad hoc (dalla 5a alla 5f) analizzano invece i singoli processi produttivi e le catene del valore dei relativi settori, fornendo formule ed esempi pratici di calcolo.

Il passaggio dal periodo transitorio (che si è concluso il 31 dicembre 2025) alla fase definitiva comporta significativi cambiamenti operativi per le imprese. Tra le novità di rilievo introdotte dal nuovo quadro regolamentare figurano l’estensione del periodo di conservazione dei registri di monitoraggio, che aumenta da 4 a 6 anni per garantire la disponibilità dei dati durante i cicli di audit estesi, e l’obbligo tassativo per gli operatori di presentare il Piano di Monitoraggio (Monitoring Plan) in lingua inglese.

Questi strumenti sono stati strutturati per consentire alle aziende europee ed extra-UE di prepararsi accuratamente alla verifica dei dati sulle emissioni e di comprendere le modalità di utilizzo dei valori di default forniti dalla Commissione.

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