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Contrabbando: stop alla confisca automatica se si pagano i tributi evasi

08/01/2026 -

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con la Circolare n. 35/2025, ha recepito le importanti novità introdotte dal D.Lgs. 18 dicembre 2025, n. 192, che ha modificato la disciplina nazionale complementare al Codice doganale dell’Unione (D.Lgs. 141/2024). La riforma, entrata in vigore il 20 dicembre 2025, segna un cambio di passo fondamentale nella gestione delle merci oggetto di illecito.

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L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con la Circolare n. 35/2025, ha recepito le importanti novità introdotte dal D.Lgs. 18 dicembre 2025, n. 192, che ha modificato la disciplina nazionale complementare al Codice doganale dell’Unione (D.Lgs. 141/2024). La riforma, entrata in vigore il 20 dicembre 2025, segna un cambio di passo fondamentale nella gestione delle merci oggetto di illecito.

Il cuore della modifica riguarda la confisca delle merci di contrabbando. Le nuove disposizioni mirano invece a ricondurre la disciplina a criteri di proporzionalità e ragionevolezza, favorendo la compliance spontanea degli operatori.

Secondo l’articolo 118, comma 8, le merci destinate alla confisca amministrativa devono essere restituite al trasgressore se quest’ultimo provvede al pagamento integrale di:

  • Diritti di confine dovuti (IVA e dazi);
  • Interessi e spese di gestione;
  • Sanzioni pecuniarie (anche tramite ravvedimento operoso).

Inoltre, se la confisca amministrativa è già intervenuta, l’Agenzia può consentire il riscatto delle merci su richiesta del trasgressore, previo pagamento del valore del bene oltre a tributi e sanzioni.

Questa evoluzione normativa non è casuale, ma recepisce i principi della sentenza n. 93/2025 della Corte Costituzionale. I giudici avevano infatti rilevato che il cumulo tra sanzioni pecuniarie, recupero del tributo e confisca automatica risultava eccessivamente gravoso, specialmente quando lo Stato avesse già ottenuto il pieno recupero del credito erariale.

Tuttavia, la confisca rimane obbligatoria nei casi in cui merci siano soggette a divieto di fabbricazione, possesso, detenzione o commercializzazione oppure la confisca sia disposta direttamente dall’Autorità giudiziaria.

Un aspetto cruciale per gli operatori riguarda la portata temporale delle nuove norme. Trattandosi di disposizioni più favorevoli (principio di favor rei), come evidenziato anche nella circolare, la nuova disciplina si applica non solo alle violazioni future, ma anche ai procedimenti pendenti al 20 dicembre 2025, purché non ancora conclusi con provvedimenti definitivi.

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