Il 2 aprile 2025, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una serie di nuovi dazi, denominati "Liberation Day Tariffs", volti a contrastare quelle che ha definito essere pratiche commerciali sleali da parte di numerosi partner commerciali.
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Dazi USA: l’UE tra i principali bersagli
Il 2 aprile 2025, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una serie di nuovi dazi, denominati "Liberation Day Tariffs", volti a contrastare quelle che ha definito essere pratiche commerciali sleali da parte di numerosi partner commerciali.
Con una serie di ordini esecutivi pubblicati tra marzo e aprile, l’amministrazione Trump ha dato il via a un nuovo ciclo di aumenti tariffari, destinato ad avere un impatto significativo sul commercio internazionale. Tutto è iniziato il 12 marzo con l’introduzione di dazi ad valorem aggiuntivi del 25% su acciaio, alluminio e relativi derivati, applicati a una lista specifica di codici tariffari consultabile negli allegati degli ordini esecutivi riportati nel Federal Registerstatunitense.
Le misure si sono intensificate ulteriormente a partire dal 3 aprile, data in cui è entrato in vigore un dazio aggiuntivo del 25% sulle automobili. Il 3 maggio, lo stesso dazio verrà esteso anche alle componenti automotive.
Ma è con l’introduzione dei cosiddetti “reciprocal duties” che si prefigura un cambio di paradigma nella politica commerciale americana: dal 5 aprile è infatti prevista l’entrata in vigore di un dazio ad valorem aggiuntivo del 10% su tutte le merci di qualsiasi origine, fatta eccezione per taluni prodotti esclusi; mentre, a partire dal 9 aprile, per i Paesi inclusi nell’allegato I dello stesso ordine (tra cui l’Unione Europea), si applicheranno dazi specifici più elevati, sostituendo il 10% con aliquote ad hoc.
Nel caso dell’UE, attualmente soggetta al dazio generalizzato del 10% a partire dal 5 aprile, è previsto che tale aliquota venga sostituita, dal 9 aprile, con un dazio del 20% su tutti i prodotti non esclusi. A titolo esemplificativo, un prodotto oggi gravato da un dazio del 35% si troverebbe ad affrontare un dazio del 45% dal 5 aprile e del 55% dal 9 aprile. Le misure colpiscono trasversalmente molti settori chiave dell’export europeo verso gli Stati Uniti, e si inseriscono in un clima di forte tensione transatlantica.
12 marzo: dazio del 25% su acciaio, alluminio e derivati.
3 aprile: dazio del 25% sulle automobili.
5 aprile: dazio aggiuntivo del 10% su tutti i prodotti, salvo esclusioni.
9 aprile: dazi differenziati per Paesi presenti nell’Allegato I; per l’UE, dazio del 20% che sostituisce il 10%.
3 maggio: estensione del dazio del 25% ai componenti auto.