Il panorama commerciale degli Stati Uniti è stato stravolto da una sentenza storica della Corte Suprema e da una serie di azioni esecutive immediate firmate dal Presidente Trump. La notizia principale è la bocciatura dei dazi imposti tramite l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), seguita dal lancio di una nuova sovrattassa temporanea sulle importazioni basata su diverse autorità legali.
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Dazi USA: la Corte Suprema impone un blocco, ma scatta il nuovo sovrapprezzo del 10%
Il panorama commerciale degli Stati Uniti è stato stravolto da una sentenza storica della Corte Suprema e da una serie di azioni esecutive immediate firmate dal Presidente Trump. La notizia principale è la bocciatura dei dazi imposti tramite l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), seguita dal lancio di una nuova sovrattassa temporanea sulle importazioni basata su diverse autorità legali.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che l’IEEPA non autorizza il Presidente a imporre dazi doganali. Secondo la Corte, il potere di “regolare l’importazione” concesso dall’IEEPA non include la facoltà di tassare, un’autorità che appartiene esclusivamente al Congresso. Di conseguenza, i dazi precedentemente basati su questa legge sono stati dichiarati illegittimi perché privi di una chiara autorizzazione parlamentare.
Cosa NON è più in vigore: fine dei dazi IEEPA
In risposta alla sentenza, il Presidente ha ordinato la cessazione immediata della riscossione dei dazi ad valorem introdotti per affrontare emergenze nazionali specifiche.
Dalle ore 00:01 del 24 febbraio 2026, non saranno più applicati i dazi relativi a:
- Narcotraffico e oppioidi: i dazi sulle importazioni da Canada, Messico e Cina volti a contrastare il flusso di droghe illecite (Ordini Esecutivi 14193, 14194, 14195).
- Tariffe reciproche: i dazi volti a correggere i deficit commerciali (Ordine Esecutivo 14257).
- Sanzioni geopolitiche: i dazi aggiuntivi applicati a Russia, Brasile, Venezuela, Cuba e Iran ai sensi dell’IEEPA.
I sistemi doganali (ACE) renderanno inattivi questi codici tariffari a partire dalla data stabilita.
Il nuovo sovrapprezzo del 10%
Per compensare la perdita delle tariffe annullate e affrontare il deficit della bilancia dei pagamenti, il Presidente ha proclamato un nuovo sovrapprezzo temporaneo sulle importazioni del 10% ad valorem. Questa misura si fonda sulla Sezione 122 del Trade Act of 1974, che permette restrizioni all’importazione in caso di gravi problemi nei pagamenti internazionali.
- Il sovrapprezzo sarà in vigore per 150 giorni, dal 24 febbraio 2026 fino al 24 luglio 2026.
- Si applica a tutti gli articoli importati, a meno che non siano specificamente esentati dal medesimo provvedimento.
Cosa resta in vigore
Nonostante l’annullamento dei dazi IEEPA, diversi pilastri della politica commerciale rimangono intatti:
1. Sospensione del de minimis: resta sospesa l’esenzione dai dazi per le spedizioni di basso valore (sotto gli 800 dollari) per tutti i Paesi. Tutte le spedizioni commerciali devono ora essere presentate tramite una dichiarazione formale in ACE.
2. Dazi sezione 232 e 301: le tariffe sulla sicurezza nazionale (acciaio, alluminio e rame) e quelle sulle pratiche commerciali scorrette (Sezione 301, ad esempio, dazi sugli import dalla Cina negli USA) non sono influenzate da questi ordini e restano attive. Il nuovo sovrapprezzo del 10% non si sommerà ai dazi della Sezione 232 laddove questi siano già applicati.
3. Il nuovo dazio non si applica a:
a. Merci provenienti da Canada e Messico (ai sensi dell’USMCA).
b. Prodotti tessili e abbigliamento dai Paesi del CAFTA-DR.
c. Prodotti critici: minerali strategici, energia, prodotti farmaceutici, alcuni componenti elettronici e aerospaziali, e determinati prodotti agricoli (come carne bovina, pomodori e arance).
Impatto sulle imprese europee
La recente modifica della politica doganale statunitense, intervenuta a seguito della decisione della Corte, ha un impatto diretto sulle imprese europee.
A partire dalle ore 00:01 del 24 febbraio 2026, la quasi totalità delle merci europee sarà soggetta a un sovrapprezzo temporaneo del 10% ad valorem.
- Questo dazio del 10% si aggiunge ai dazi ordinari già previsti e ai dazi della Sezione 301 (pratiche commerciali scorrette), che rimangono pienamente in vigore.
- Il nuovo sovrapprezzo del 10% non si somma ai dazi già applicati ai sensi della Sezione 232. Se un prodotto europeo è già soggetto a dazi sulla sicurezza nazionale (come acciaio, alluminio o rame), pagherà solo la tariffa prevista dalla Sezione 232 e non il nuovo 10%.
Se la merce è stata caricata su una nave prima del 24 febbraio 2026 ed entra negli USA entro il 28 febbraio 2026, potrebbe beneficiare di una deroga temporanea (clausola goods in transit).
Quali prodotti europei sono esentati dal sovrapprezzo del 10%?
Alcuni settori chiave dell’export europeo sono stati esclusi dal nuovo dazio per non danneggiare l’economia americana. Non pagano il sovrapprezzo del 10%:
- Farmaci e ingredienti farmaceutici.
- Determinati veicoli passeggeri, autocarri leggeri, medi e pesanti, autobus e la relativa componentistica.
- Alcuni prodotti del settore aerospaziale.
- Determinate categorie di prodotti elettronici.
- Carne bovina, pomodori e arance.
- Prodotti energetici, fertilizzanti e minerali critici.
A seguito delle misure sopra menzionate, quindi, gli operatori economici europei dovrebbero:
1. Controllare se il prodotto rientra negli elenchi di esenzione (Allegati I e II del Proclama).
2. Considerare che se il prodotto non è esentato, il costo allo sbarco negli USA aumenterà del 10% fino al 24 luglio 2026.
3. Assicurarsi che lo spedizioniere o broker doganale americano utilizzi i nuovi codici nel sistema ACE, specialmente per le spedizioni che prima rientravano nel de minimis.
Le autorità doganali (CBP) hanno istruito gli operatori a monitorare il Federal Register per aggiornamenti sull’Harmonized Tariff Schedule (HTSUS).
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