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Deforestation: il Parlamento europeo e le imprese spingono verso una semplificazione dell’EUDR

21/07/2025 -

Il 10 luglio 2025 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione volta a sollecitare una revisione approfondita della classificazione dei Paesi in base al rischio di deforestazione e degrado forestale, attualmente prevista dal Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1093 della Commissione.

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Il 10 luglio 2025il Parlamento europeo ha adottato la risoluzione (2025/2149(INI)), volta a sollecitare una revisione approfondita della classificazione dei Paesi in base al rischio di deforestazione e degrado forestale, attualmente prevista dal Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1093 della Commissione, pubblicato il 22 maggio 2025.

La risoluzione esprime preoccupazioni significative in merito all’obsolescenza dei dati utilizzati per il benchmarking, basati sul rapporto FAO FRA 2020, e alla mancanza di trasparenza nella metodologia applicata per attribuire il rischio ai singoli Paesi. Tali criticità mettono in discussione l’accuratezza e l’efficacia della classificazione, elemento fondamentale per l’applicazione del Regolamento (UE) 2023/1115, noto come Regolamento sull’uso sostenibile dei prodotti legati al rischio di deforestazione (EUDR), la cui entrata in vigore è prevista per fine 2025.

In relazione a tale iter normativo, le posizioni delle imprese di tutta Europa sono state formalizzate in una comunicazione del 17 luglio 2025, inviata da Businesseurope, principale organizzazione imprenditoriale a livello europeo, alla Commissione europea.

Nella missiva, Businesseurope manifesta pieno supporto agli obiettivi del Regolamento, riconoscendo le gravi implicazioni della deforestazione per l'ambiente e per la stabilità economica e sociale. L'organizzazione sottolinea però la complessità della legislazionee indica la necessità di miglioramenti volti a prevenire oneri eccessivi per le imprese, garantendo efficacia e coerenza normativa. Il settore rileva altresì fenomeni di imprevedibilità che si concretizzano in interruzioni di mercato per taluni prodotti, incipienti deviazioni dei flussi commerciali e variazioni di prezzo e differenziali rispetto al mercato globale per materie prime e prodotti derivati rientranti nel campo di applicazione dell'EUDR o ad esso correlati.

Businesseurope richiede alla Commissione europea di considerare l'avvio di una procedura di semplificazione dell'EUDR mediante un "omnibus": tra le proposte avanzate per mitigare l'impatto sugli operatori e le catene di approvvigionamento, garantendo la fattibilità dell'implementazione sia per le imprese dell'UE che per quelle di paesi terzi, vengono indicate alcune aree prioritarie.

Si propone, in primo luogo, una revisione dell'EUDR per assegnare la piena responsabilità di dovuta diligenza esclusivamente al primo operatore o commerciante che immette un prodotto o una materia prima rilevante nel mercato dell'UE. Tale approccio è considerato il più efficace per assicurare che vengano immessi o esportati dal mercato UE solo prodotti esenti da deforestazione: ciò, consentirebbe di ridurre la duplicazione degli oneri amministrativi per gli operatori a valle, pur mantenendo per questi ultimi una responsabilità limitata di verifica sui sistemi di dovuta diligenza dei fornitori diretti. Si prevede che tale misura supporterà gli sforzi per il contenimento della deforestazione, concentrando l'attenzione sulle fasi delle catene del valore dove il materiale non conforme può essere efficacemente intercettato, garantendo al contempo una maggiore chiarezza legale e prevedibilità. In relazione ai requisiti di tracciabilità, viene proposta una focalizzazione della geolocalizzazione nelle fasi della catena di approvvigionamento (a monte) in cui essa risulta fattibile, al fine di sollevare gli operatori a valle e le autorità da oneri ritenuti irragionevoli. L'implementazione del principio del "bilancio di massa" è suggerita come mezzo per una maggiore scalabilità ed efficienza in termini di costi, senza compromettere l'efficacia della tracciabilità. Viene, infine, richiesta la rimozione dei requisiti di geolocalizzazione per gli operatori che importano da paesi classificati a basso rischio.

Per quanto concerne la classificazione dei prodotti, si evidenzia la necessità di chiarezza, in particolare per i codici tariffari che comprendono sia articoli pertinenti che non pertinenti all'EUDR: viene proposto di definire esplicitamente la "gomma" come solo gomma naturale, escludendo quella sintetica, e di revisionare i codici HS e TARIC per differenziare chiaramente le varianti.

In merito all'esenzione per il contenuto riciclato, la disciplina vigente che impone il 100% di materiale riciclato è considerata eccessivamente rigida e non riflettente le pratiche del settore, in particolare per carta e imballaggi dove una piccola percentuale di materiale vergine è spesso necessaria per mantenere la funzionalità del prodotto: in merito a ciò, Businesseurope propone l'introduzione di una soglia minima realistica per il contenuto riciclato.

Viene, inoltre, suggerita la considerazione di un'esenzione per gli imballaggi vuoti dal campo di applicazione dell'EUDR, in base a condizioni quali la percentuale rispetto al materiale di imballaggio totale importato con i prodotti o se l'uso previsto differisce dalla fornitura come prodotto di consumo separato.

Per i trasferimenti infragruppo, viene richiesto che un prodotto necessiti di una DDS - Due Diligence Statement, la dichiarazione obbligatoria che l’operatore deve trasmettere al sistema informatico dell’UE per attestare di aver effettuato un’adeguata due diligence sulla catena di approvvigionamento dei prodotti, dimostrando che essi non contribuiscono alla deforestazione e che sono conformi ai requisiti del Regolamento - solo la prima volta che entra in un gruppo aziendale o quando viene trasformato in un nuovo prodotto e immesso nuovamente sul mercato, evitando un nuovo DDS per ogni trasferimento tra diverse entità legali all'interno dello stesso gruppo senza modifiche al prodotto.

In caso di reimportazione nel mercato europeo, si propone che un operatore a valle possa adempiere agli obblighi di dovuta diligenza facendo riferimento alle DDSs presentate al momento dell'esportazione per i prodotti in questione.

Riguardo al quadro sanzionatorio, si richiede che esso sia applicabile e proporzionato, con le autorità competenti nazionali che gestiscano i casi di non conformità in dialogo con l'operatore: le sanzioni dovrebbero essere proporzionate alla violazione, considerando l'intento dell'operatore e l'impatto ambientale effettivo. Misure come il ritiro o la confisca obbligatoria sono menzionate come solitamente riservate a casi gravi e irrimediabili, quali rischi immediati per la salute o la sicurezza.

Infine, sono state sollevate questioni orizzontali quali il riconoscimento di standard e sistemi di certificazione internazionali (ad esempio, ISCC, FSC, PEFC, FairTrade, Rainforest Alliance, RSPO) come meccanismi validi per dimostrare la conformità ai requisiti EUDR, la rilevanza del Regolamento per i paesi SEE/EFTA, un migliore accesso a TRACES (portale della Commissione europea per la gestione del EUDR) per le aziende non stabilite nell'UEe la designazione del primo anno di applicazione come un periodo di apprendimento dedicato a supporto, orientamento e capacity building, piuttosto che all'emissione di sanzioni.

Pertanto, Businesseurope auspica che la richiesta di una semplificazione più ampia dell'EUDR tramite un omnibus, unitamente alle proposte formulate, sia considerata nell'ottica di assicurarne l'efficacia.

Gli operatori economici coinvolti nelle catene di fornitura soggette all'EUDR sono pertanto invitati a monitorare attentamente l'evoluzione normativa e le discussioni in corso, in particolare eventuali revisioni dei criteri di classificazione del rischio e le proposte di semplificazione, al fine di garantire la conformità alle disposizioni comunitarie e la resilienza delle catene di approvvigionamento.

Easyfrontier, con la presenza dei propri esperti presso Businesseurope, è costantemente impegnata a rappresentare gli interessi delle imprese italiane, presso le istituzioni della UE.

Easyfrontier è impegnata altresì ad assistere le aziende per l’implementazione delle procedure di Due Diligence nei sistemi aziendali e a fornire supporto per la gestione dei dati nel portale TRACES, a cui devono iscriversi tutti gli operatori economici coinvolti negli adempimenti previsti dal EUDR.

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