A partire dal 2 dicembre stop ai certificati EUR 1 per la certificazione dell'origine preferenziale dei prodotti con destinazione o originari della Costa d'Avorio. Per le e spedizioni di valore superiore ai 6.000 euro., l'origine preferenziale potrà essere dichiarata direttamente in fattura o su un altro documento che identifica la merce, ma solo a seguito della registrazione al portale REX da parte dell'operatore.
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Dismissione dei certificati EUR 1 per gli scambi con la Costa d'Avorio
Con l’avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale UE del 29 novembre 2022 C-452, è stato comunicato che a partire dal 2 dicembre 2022 l’origine preferenziale dei prodotti provenienti dalla Costa d’Avorio può essere provata solamente da un esportatore appositamente registrato al Portale REX. Nell’avviso su menzionato, l’UE fornisce quindi anche indicazioni e precisazioni sulle prove di origine valide nell’ambito dell’accordo di partenariato economico interinale (APE) per chi importa dal Paese africano. In particolare, gli operatori unionali potranno beneficiare delle agevolazioni daziarie sui prodotti originari della Costa d’Avorio, e previste dall’accordo, soltanto se sono in possesso di una dichiarazione di origine compilata da un esportatore registrato REX.
Il sistema REX rientra tra le semplificazioni esistenti a favore di esportatori e importatori. L’inserimento nella banca dati unionale attraverso la registrazione al Portale REX consente agli operatori di autocertificare l’origine preferenziale dei beni direttamente in fattura o su un altro documento che identifica la merce, sostituendo così l’emissione di un certificato di origine cartaceo in relazione a ogni operazione di esportazione e riducendo conseguentemente costi e tempi di detti adempimenti. Evidenziamo comunque che la registrazione al portale REX non è richiesta per le spedizioni di valore non superiore ai 6.000 euro.
Ricordiamo, inoltre, che il sistema REX è utilizzato per certificare l'origine delle merci nell'ambito del Sistema delle Preferenze generalizzate (SPG) e nel quadro degli accordi commerciali conclusi dall’Unione europea con Canada, Giappone, Vietnam, Regno Unito e negli scambi con i Paesi ESA e PTOM, Ghana e a cui si aggiunge ora anche la Costa d’Avorio.
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