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Il Ministero del Commercio cinese amplia la lista di controllo delle esportazioni

29/06/2026 -

Il Ministero del Commercio della Cina (MOFCOM) ha annunciato ufficialmente l’inserimento di 20 entità giapponesi in una lista di controllo delle esportazioni, una mossa destinata a scuotere i rapporti industriali tra le due potenze asiatiche. Il provvedimento, disciplinato dall’Annuncio n. 27 del 2026, è entrato in vigore con effetto immediato il 29 giugno.

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Il Ministero del Commercio della Cina (MOFCOM) ha annunciato ufficialmente l’inserimento di 20 entità giapponesi in una lista di controllo delle esportazioni, una mossa destinata a scuotere i rapporti industriali tra le due potenze asiatiche. Il provvedimento, disciplinato dall’Annuncio n. 27 del 2026, è entrato in vigore con effetto immediato il 29 giugno.

La decisione si basa sulla Legge sul controllo delle esportazioni della Repubblica Popolare Cinese e mira a tutelare la sicurezza e gli interessi nazionali. Pechino ha giustificato la misura come un atto necessario per adempiere agli obblighi internazionali di non proliferazione, prendendo di mira specificamente le organizzazioni che contribuiscono al potenziamento della forza militare giapponese.

L’elenco delle entità colpite è di alto profilo e comprende sia istituzioni pubbliche che rami strategici dell’industria privata, tra cui:

  • L’Istituto Nazionale per gli Studi sulla Difesa e i centri di ricerca per i sistemi terrestri, navali e aerei.
  • Mitsubishi Electric Defense and Space Technologies Corporation, Mitsubishi Electric Software Corporation, Mitsubishi Electric Engineering Company, Limited, Mitsubishi Precision Company, Limited.
  • Altri produttori di componentistica di precisione come NIPPI Corporation e Aoki Seimitsu Kogyo.

Le sanzioni impongono restrizioni drastiche: è vietato esportare articoli a duplice uso (tecnologie utilizzabili sia in ambito civile che militare) verso le 20 entità menzionate. Un aspetto critico del provvedimento è il divieto esteso a organizzazioni e individui stranieri, ai quali è proibito trasferire o fornire a queste società beni a duplice uso che siano originari della Cina.

Il Ministero ha ordinato l’interruzione immediata di tutte le attività commerciali in corso che violino queste disposizioni. Solo in circostanze eccezionali gli operatori potranno richiedere una licenza speciale al Ministero del Commercio, la cui approvazione resta comunque discrezionale.

Le aziende colpite e i loro partner internazionali dovranno ora affrontare la sfida di eliminare componenti o materiali di origine cinese dai loro processi produttivi per non incorrere nelle sanzioni di Pechino.

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