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Introdotto il certificato di origine elettronico per i prodotti agricoli

02/07/2026 -

La Commissione Europea ha ufficialmente adottato il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1422, segnando un passo decisivo verso la completa digitalizzazione delle procedure doganali. Il nuovo provvedimento, pubblicato il 30 giugno 2026, introduce importanti modifiche alle norme procedurali relative alla prova dell’origine non preferenziale, con l’obiettivo di semplificare gli scambi e rafforzare i controlli contro le frodi.

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La Commissione Europea ha ufficialmente adottato il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1422, segnando un passo decisivo verso la completa digitalizzazione delle procedure doganali. Il nuovo provvedimento, pubblicato il 30 giugno 2026, introduce importanti modifiche alle norme procedurali relative alla prova dell’origine non preferenziale, con l’obiettivo di semplificare gli scambi e rafforzare i controlli contro le frodi.

Il fulcro della riforma è l’implementazione del sistema elettronico per le formalità non doganali in agricoltura (ELAN). Questo strumento consentirà alle autorità doganali degli Stati membri e alle autorità emittenti, sia all’interno dell’Unione che nei paesi terzi, di scambiare elettronicamente certificati di origine e altri documenti essenziali per le merci soggette a regimi speciali di importazione.

Per garantire la massima sicurezza, i nuovi certificati elettronici dovranno recare adeguati contrassegni di autenticità per minimizzare i tentativi di contraffazione. Anche i certificati rilasciati su supporto cartaceo durante i periodi transitori saranno soggetti a requisiti rigorosi, come l’uso di carta con fondo arabescato giallo per evidenziare eventuali falsificazioni chimiche o meccaniche.

Un punto di particolare rilievo riguarda l’applicazione del Regolamento (UE) 2026/1455, relativo all’adeguamento dei dazi doganali su determinate merci originarie degli Stati Uniti d’America. Per queste merci, la prova dell’origine non preferenziale viene rafforzata: il dichiarante dovrà fornire evidenze che i prodotti siano stati trasportati direttamente dal Paese di origine o che siano rimasti sotto costante vigilanza doganale durante il transito in Paesi terzi, senza subire modifiche.

Il Regolamento aggiorna anche le modalità di controllo a posteriori. In caso di “fondati dubbi” sull’esattezza o l’autenticità di un certificato, le autorità doganali potranno richiedere verifiche specifiche alle autorità dei paesi terzi. Se non perverrà una risposta entro 6 mesi, l’uso del regime speciale di importazione sarà negato per i prodotti in questione.

Il Regolamento entrerà in vigore il 1° luglio 2026, diventando immediatamente applicabile in tutti gli Stati membri.

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