Il 13 novembre 2025 il Consiglio dell’Unione europea ha approvato un intervento destinato a cambiare radicalmente il regime doganale dei piccoli pacchi provenienti da Paesi terzi.
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L’UE elimina l’esenzione dai dazi per i pacchi sotto i 150 €: stretta in arrivo dal 2026
Il 13 novembre 2025 il Consiglio dell’Unione europea ha approvato un intervento destinato a cambiare radicalmente il regime doganale dei piccoli pacchi provenienti da Paesi terzi. L’esenzione dai dazi per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro, oggi largamente utilizzata nell’e-commerce extra-UE, verrà infatti eliminata, con l’applicazione dei dazi fin dal primo euro a partire dal 2026. La decisione arriva nell’ambito del pacchetto di riforma doganale volto a modernizzare il sistema europeo e a rispondere al crescente influx di pacchi di basso valore, spesso dichiarati a importi inferiori al reale.
Secondo il Consiglio, una quota significativa dei pacchi che arrivano quotidianamente in UE è sottovalutata con lo scopo di usufruire dell’esenzione.La misura, oltre a creare distorsioni concorrenziali a danno delle imprese europee, alimenta anche un modello di logistica frammentata, con spedizioni suddivise in molteplici pacchi di piccolissime dimensioni, con conseguenze sul piano ambientale e sui controlli di sicurezza.
Per superare questo squilibrio, l’abolizione della soglia sarà affiancata da una soluzione transitoria applicabile già dal 2026, in attesa della piena operatività del nuovo EU Customs Data Hub prevista per il 2028. Il Data Hub consentirà una gestione puntuale dei dati delle spedizioni e la determinazione del debito doganale su base articolo, rendendo tecnicamente possibile l’applicazione dei dazi anche ai pacchi più piccoli in modo uniforme e controllato in tutta l’Unione.
La misura avrà effetti diretti su più livelli. Per i commercianti europei rappresenta un passo verso condizioni di concorrenza più equilibrate rispetto ai grandi operatori extra-UE che hanno basato parte del proprio successo sull’invio massivo di pacchi di piccolo valore. Per le piattaforme e-commerce estere sarà necessario rivedere le strategie di prezzo e spedizione verso il mercato europeo, mentre le autorità doganali dovranno gestire una fase di transizione che anticipa le nuove tecnologie in arrivo. Anche per i consumatori alcune spedizioni “low-cost” potrebbero diventare più onerose, sebbene l’obiettivo dichiarato del Consiglio sia quello di rafforzare l’equità del sistema e aumentare la trasparenza sui costi delle importazioni.
Secondo la presidenza di turno del Consiglio, l’abolizione dell’esenzione rappresenta un passo fondamentale per garantire parità di condizioni tra operatori europei e stranieri. Nei prossimi mesi verranno definite le modalità tecniche della soluzione temporanea che accompagnerà il mercato fino al 2028, quando il nuovo quadro doganale digitale dell’UE sarà finalmente operativo.
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