Il 30 luglio 2026, il Consiglio dell’Unione Europea ha ufficialmente adottato una serie di modifiche ai quadri sanzionatori vigenti nei confronti dell’Iran. I nuovi provvedimenti introducono deroghe mirate per garantire la continuità operativa delle rappresentanze diplomatiche europee nel Paese, con un focus specifico sulla gestione dei visti.
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L’Unione Europea aggiorna le sanzioni contro l’Iran: introdotte deroghe per le missioni diplomatiche e il rilascio dei visti
Il 30 luglio 2026, il Consiglio dell’Unione Europea ha ufficialmente adottato una serie di modifiche ai quadri sanzionatori vigenti nei confronti dell’Iran. I nuovi provvedimenti introducono deroghe mirate per garantire la continuità operativa delle rappresentanze diplomatiche europee nel Paese, con un focus specifico sulla gestione dei visti.
Le decisioni e i Regolamenti (UE) 2026/1866, 2026/1867, 2026/1891 e 2026/1892 stabiliscono che le autorità competenti degli Stati membri possano autorizzare la fornitura, la vendita o il trasferimento di determinati beni e software altrimenti vietati. Tali tecnologie sono ora considerate necessarie per gli scopi ufficiali delle delegazioni, ambasciate e missioni dell’Unione e degli Stati membri in Iran. In particolare, l’esenzione è volta a facilitare il trattamento delle domande di visto, attività che richiede strumenti tecnici e informatici specifici.
Le modifiche intervengono su due fronti distinti della politica estera dell’Unione:
- Il dossier nucleare: le nuove norme aggiornano il regolamento (UE) n. 267/2012. Questo avviene in un contesto in cui, il 29 settembre 2025, l’UE aveva già reintrodotto integralmente le sanzioni in materia nucleare in linea con la risoluzione 2231 (2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ponendo fine alle sospensioni previste dal piano d’azione congiunto globale.
- Sicurezza regionale e supporto alla Russia: i provvedimenti del 30 luglio 2026 modificano anche il quadro sanzionatorio relativo al sostegno militare dell’Iran alla Russia nella guerra contro l’Ucraina, al supporto a gruppi armati in Medio Oriente e nel Mar Rosso, e alle azioni che compromettono la libertà di navigazione.
L’erogazione delle deroghe non è automatica ma soggetta a criteri rigorosi. Le autorità nazionali devono accertare, caso per caso, che i beni siano destinati a usi e utenti finali non militari. Per i prodotti a duplice uso, il comitato delle sanzioni deve verificare che le transazioni non contribuiscano allo sviluppo di tecnologie nucleari sensibili o di sistemi di lancio di armi nucleari.
Inoltre, i contratti devono prevedere adeguate garanzie sui destinatari finali e l’Iran deve impegnarsi a non utilizzare tali prodotti per scopi di proliferazione. Gli Stati membri sono tenuti a informare la Commissione e gli altri partner UE di ogni autorizzazione concessa entro quattro settimane.
Oltre alle necessità diplomatiche, l’Unione Europea ha ribadito la validità delle deroghe per motivi critici, tra cui: usi medici o farmaceutici, scopi umanitari ed emergenze sanitarie, risposta a catastrofi naturali o prevenzione di eventi con gravi conseguenze per la sicurezza delle persone e l’ambiente.
Tutte le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 31 luglio 2026, diventando immediatamente applicabili in tutti gli Stati membri dell’Unione.
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