L’Unione Europea ha ufficialmente formalizzato il ripristino integrale delle sanzioni nei confronti dell’Iran in materia nucleare e di prodotti a duplice uso, attraverso la pubblicazione della rettifica al regolamento (UE) 2026/759 del Consiglio.
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L’Unione Europea ripristina le sanzioni integrali contro l’Iran
L’Unione Europea ha ufficialmente formalizzato il ripristino integrale delle sanzioni nei confronti dell’Iran in materia nucleare e di prodotti a duplice uso, attraverso la pubblicazione della rettifica al regolamento (UE) 2026/759 del Consiglio.
Il provvedimento, adottato originariamente il 30 marzo 2026, modifica il precedente regolamento (UE) n. 267/2012 per adeguarlo all’attuale cornice internazionale.
Il cuore del nuovo regolamento riguarda il divieto di fornitura, vendita o trasferimento di beni e tecnologie a duplice uso. Il testo aggiorna i riferimenti normativi, sostituendo il vecchio regolamento (CE) n. 428/2009 con il più recente regolamento (UE) 2021/821, che ora costituisce la base per l’identificazione dei prodotti soggetti a restrizione.
Le misure colpiscono settori strategici, tra cui:
- Nucleare: sono vietati componenti per reattori, tubi di zirconio, pompe per il refrigerante primario e sistemi di rivelazione dei neutroni.
- Elettronica e laser: restrizioni severe su alimentatori ad alta tensione, spettrometri di massa e variatori di frequenza, oltre a diverse tipologie di laser (argon, semiconduttori, titanio-zaffiro).
- Telecomunicazioni: divieti specifici su sistemi di “sicurezza dell’informazione” e software crittografici.
Il regolamento estende inoltre il raggio dell’azione delle sanzioni a comparti vitali per l’economia iraniana. Sono infatti vietate le tecnologie chiave per la prospezione e produzione di greggio e gas naturale, inclusi software per rilievi sismici e attrezzature per la perforazione sottomarina. Anche l’industria petrolchimica subisce forti limitazioni, con il divieto di esportazione di reattori per la produzione di fosgene e catalizzatori specifici.
Infine, le restrizioni toccano l’industria pesante con un elenco dettagliato di metalli e materiali vietati, che comprende grafite, alluminio, nichel, titanio e acciai speciali (come gli acciai Maraging ad alta resistenza).
Le autorità nazionali avranno ora il compito di vigilare sulle autorizzazioni all’esportazione, informando la Commissione entro quattro settimane da ogni eventuale concessione straordinaria.
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