Con l’annuncio n. 30 del 2026, il Ministero del Commercio della Repubblica Popolare Cinese ha ufficializzato l’inserimento di 14 entità con sede nell’Unione Europea nella propria “lista di controllo delle esportazioni”. Il provvedimento è stato adottato sulla base della Legge sul controllo delle esportazioni e dei Regolamenti sul controllo delle esportazioni di articoli a duplice uso della Cina.
News Notizie in materia doganale
La Cina impone restrizioni all’esportazione su 14 entità dell’Unione Europea
Con l’annuncio n. 30 del 2026, il Ministero del Commercio della Repubblica Popolare Cinese ha ufficializzato l’inserimento di 14 entità con sede nell’Unione Europea nella propria “lista di controllo delle esportazioni”. Il provvedimento è stato adottato sulla base della Legge sul controllo delle esportazioni e dei Regolamenti sul controllo delle esportazioni di articoli a duplice uso della Cina. Secondo la nota ufficiale emessa dal Dipartimento per la Sicurezza e il Controllo, la decisione è finalizzata a “tutelare la sicurezza e gli interessi nazionali” della Cina e ad adempiere agli obblighi internazionali di non proliferazione. La misura è entrata ufficialmente in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione, ovvero il 24 luglio 2026.
Il provvedimento colpisce aziende leader in settori ad alta tecnologia, difesa e infrastrutture in otto diversi Stati membri dell’UE: Italia, Germania, Francia, Polonia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Bulgaria e Lituania.
L’annuncio specifica tre direttive principali che gli operatori economici sono obbligati a seguire.
- Divieto assoluto di esportazione: gli operatori cinesi non possono più esportare articoli a duplice uso (tecnologie utilizzabili sia per scopi civili che militari) verso nessuna delle 14 entità sopra elencate.
- Blocco delle triangolazioni internazionali: è fatto divieto a organizzazioni e individui stranieri (al di fuori della Cina) di trasferire o fornire a queste entità beni a duplice uso che siano di origine cinese.
- Sospensione delle attività: qualsiasi attività commerciale o progetto attualmente in corso che coinvolga tali materiali e queste aziende deve essere interrotto immediatamente.
Nonostante il divieto generale, il MOFCOM ha previsto un meccanismo di deroga per casi eccezionali. Se in circostanze speciali si rendesse assolutamente necessario procedere con un’esportazione verso una delle aziende in lista, l’esportatore cinese (operatore di esportazione) dovrà presentare una richiesta formale al Ministero del Commercio della Cina. La concessione della licenza rimane a discrezione del Ministero, che valuterà la conformità con la Legge sul controllo delle esportazioni e i regolamenti vigenti. Senza tale autorizzazione preventiva, qualsiasi transazione è considerata una violazione della legge.
Per le aziende coinvolte, la sfida principale sarà ora garantire la continuità produttiva senza l’accesso a componenti o materie prime cinesi soggette a controllo, dovendo necessariamente diversificare i propri fornitori in tempi rapidissimi.
Per supporto e assistenza, contattaci qui.