Dal 1° gennaio 2026 la Turchia ha rafforzato in modo significativo i controlli sulle merci importate, rendendo il sistema elettronico TAREKS (Risk Based Trade Control System) un passaggio obbligatorio per lo sdoganamento di tutti i prodotti soggetti a regolamenti tecnici.
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La Turchia rafforza i controlli sulle merci: impatti per esportatori e spedizionieri
Dal 1° gennaio 2026 la Turchia ha rafforzato in modo significativo i controlli sulle merci importate, rendendo il sistema elettronico TAREKS (Risk Based Trade Control System) un passaggio obbligatorio per lo sdoganamento di tutti i prodotti soggetti a regolamenti tecnici.
TAREKS è il portale gestito dal Ministero del Commercio turco che coordina i controlli di sicurezza, qualità e conformità tecnica delle merci prima dell’ingresso nel Paese. È usato da importatori turchi, esportatori tramite partner locali, spedizionieri e consulenti doganali, ed è integrato nelle procedure doganali: in base alla classificazione doganale GTİP e alla tipologia di prodotto, il sistema determina se la spedizione può essere sdoganata direttamente o se è soggetta a verifica documentale o fisica.
Le norme turche distinguono i prodotti in due principali regimi di controllo basati sul rischio associato alla categoria merceologica:
- Regime Ek-2/A: autorizzazione preventiva e ispezione fisica. Questa lista include prodotti considerati ad alto rischio che richiedono:
- Autorizzazione preventiva prima che la merce possa essere dichiarata in TAREKS;
- Controllo fisico obbligatorio al momento dell’importazione.
Esempi comuni includono pompe a pistoni, compressori d’aria, forni industriali non elettrici, macchine per imballaggio e confezionamento, presse CNC e macchine per iniezione di materie plastiche.
- Regime Ek-2/B: solo ispezione fisica. Questa lista copre un’ampia gamma di prodotti industriali e agricoli che non richiedono autorizzazione preventiva ma sono comunque soggetti a ispezione fisica a discrezione delle autorità doganali. Tra questi vi sono:
- Macchine utensili (torni, fresatrici, centri di lavoro CNC e manuali);
- Macchine agricole (seminatrici, falciatrici, spandiconcime);
- Pompe, ventilatori, condizionatori, e altri macchinari industriali o elettrodomestici.
Prima della spedizione verso la Turchia gli esportatori e gli importatori devono assicurarsi che la pratica TAREKS includa un fascicolo tecnico completo, comprensivo dei seguenti elementi:
- Documentazione di trasporto: dichiarazione sommaria, CMR, polizza di carico o certificati di transito;
- Dichiarazione di conformità UE con traduzione giurata in turco;
- Certificazioni specifiche per prodotti Ek-2/A, quali certificato di omologazione e certificato del rumore, spesso con approvazione preventiva diplomatica;
- Prove visive: fotografie dettagliate del prodotto incluso nella spedizione;
- Relazioni di prova da laboratori accreditati e dossier tecnico completo.
Il principale rischio per gli esportatori rimane il disallineamento documentale: dichiarazioni incomplete, certificazioni non conformi alla normativa turca o report di prova non accettati dal sistema possono provocare fermi merce, ritardi doganali, costi extra o addirittura la sospensione dell’operatore dal sistema TAREKS. Per ridurre tali rischi è fondamentale, prima della spedizione:
- assicurarsi della corretta classificazione GTİP;
- predisporre un dossier tecnico completo;
- coordinarsi con l’importatore turco registrato in TAREKS;
- verificare che tutte le certificazioni e relazioni di prova siano coerenti con i requisiti turchi.
Con TAREKS al centro delle procedure di controllo, la Turchia ha reso la conformità tecnica e documentale una condizione imprescindibile per garantire l’accesso delle merci nel mercato nazionale. Esportatori e spedizionieri devono adeguare i propri processi di preparazione documentale, anticipando verifiche tecniche e approvazioni preventive, per evitare blocchi doganali e inefficienze lungo la supply chain.
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