Il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato ufficialmente il Regolamento (UE) 2026/271, che inasprisce le misure restrittive nei confronti dell’Iran in risposta al persistente sostegno militare fornito alla Russia nella guerra di aggressione contro l’Ucraina e a gruppi armati nelle regioni del Medio Oriente e del Mar Rosso.
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Nuove restrizioni UE: stop all’export di componenti per droni e missili verso l’Iran
Il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato ufficialmente il Regolamento (UE) 2026/271, che inasprisce le misure restrittive nei confronti dell’Iran in risposta al persistente sostegno militare fornito alla Russia nella guerra di aggressione contro l’Ucraina e a gruppi armati nelle regioni del Medio Oriente e del Mar Rosso. Il provvedimento, che modifica il precedente Regolamento (UE) 2023/1529, estende il divieto di esportazione, vendita e trasferimento dall’Unione verso l’Iran a una vasta gamma di componenti critici utilizzati per lo sviluppo e la produzione di velivoli senza equipaggio (UAV) e missili.
Il Regolamento ha un impatto diretto e significativo sulle aziende europee che operano nei settori dell'elettronica, della chimica, della meccanica di precisione e dell’aerospazio. La normativa impone un blocco rigoroso su prodotti definiti a duplice uso o comunque sensibili, aggiornando l’elenco dei beni soggetti a restrizione contenuto nell’Allegato II.
Le aziende dovranno monitorare con estrema attenzione le seguenti categorie merceologiche:
- Elettronica e calcolo: sono vietati i circuiti integrati (FPGA, microprocessori, microcontrollori), i regolatori di tensione e i convertitori statici. Restrizioni severe colpiscono anche i condensatori al tantalio e all’alluminio, oltre a memorie EEPROM e SRAM con specifiche capacità di memoria. Anche i computer ad alte prestazioni e i relativi assiemi elettronici rientrano nel divieto.
- Materiali speciali e nanotecnologie: le aziende chimiche non potranno più esportare una lunga lista di materiali energetici (come il picrato di ammonio o la nitrocellulosa) e nanomateriali, inclusi nanotubi di carbonio, grafeni e fullereni. Sono inclusi anche il tungsteno e le sue leghe (se contenenti oltre il 90% di tungsteno) e il polietilene ad altissimo peso molecolare.
- Meccanica e produzione: il divieto si estende alle macchine utensili a controllo numerico, ai cuscinetti ad alta velocità e a sistemi di individuazione di oggetti nascosti funzionanti in radiofrequenza. Persino componenti apparentemente comuni, come certi tipi di spine e connettori qualificati per operare a temperature estreme, sono ora vietati.
- Settore aerospaziale e navigazione: oltre ai droni stessi e ai loro motori (sia a turbina che a pistoni), le restrizioni colpiscono i sistemi di navigazione inerziale, le antenne per aeromobili, i ricevitori GNSS e i sensori ottici, inclusi i visori notturni e i telemetri laser.
Per le aziende esportatrici, l’uso dei codici SA/NC diventa fondamentale per identificare i beni colpiti, specialmente quando la descrizione è preceduta dalla dicitura “ex”, che indica che solo una parte delle merci sotto quel codice è soggetta a restrizione. Inoltre, il divieto non riguarda solo i beni fisici, ma anche il software e le tecnologie progettate per lo sviluppo, la produzione o l'utilizzo di tali attrezzature.
Il Regolamento è entrato in vigore il 31 gennaio 2026 (il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea). Essendo obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri, le imprese devono immediatamente adeguare le proprie procedure di due diligence per evitare violazioni delle sanzioni internazionali.
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