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Oltre il sistema SWIFT: la scommessa della Russia sulle criptovalute e la sfida alle misure sanzionatorie dell'Unione europea

08/08/2024 -

Il 30 luglio il Parlamento Russo (Duma) ha approvato una legge che permetterà la sperimentazione di pagamenti in criptovalute per le transazioni commerciali internazionali. La legge, fortemente voluta e promossa da Elvira Nabiullina, governatore della Banca Centrale Russa, entrerà in vigore in forma sperimentale da settembre.

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Il 30 luglio il Parlamento Russo (Duma) ha approvato una legge che permetterà la sperimentazione di pagamenti in criptovalute per le transazioni commerciali internazionali. La legge, fortemente voluta e promossa da Elvira Nabiullina, governatore della Banca Centrale Russa, entrerà in vigore in forma sperimentale da settembre.

Tale decisione fa seguito all’esclusione delle banche russe dal sistema di pagamento internazionale SWIFT imposto dall’Unione europea con una serie di misure progressive contenute dal terzo (Reg. (UE) 2022/334) al sesto (Reg. (EU) 2022/879) pacchetto di sanzioni alla Russia. Tale esclusione ha determinato significative difficoltà e ritardi nei pagamenti da e verso la Federazione russa, determinando così un ostacolo al commercio anche con i paesi terzi che non hanno adottato restrizioni contro la Russia.

La decisione di adottare pagamenti internazionali in criptovalute al di fuori del sistema SWIFT rientra a pieno titolo nei numerosi tentativi di aggiramento delle sanzioni imposte dall’Unione europea. Essa non rappresenta, quindi, un’occasione per le imprese europee ma una piena violazionedelle misure restrittive dell’Unione europea. L’Unione ha adottato il 24 aprile 2024 la c.d. “Direttiva sul reato europeo” (DIRETTIVA (UE) 2024/1226) che, una volta recepita dagli Stati Membri, determinerà misure comuni nell’identificazione dei reati e delle sanzioni dovute alla violazione del sistema sanzionatorio.

In conclusione, si ricorda che l’Italia con il Decreto legislativo del 15 dicembre 2017, n.221 si è già dotata di uno strumento sanzionatorio per coloro che non rispettano le misure restrittive unionali. Il decreto prevede sanzioni penali di particolare rilevanza in caso di violazione delle misure sanzionatorie che possono arrivare alla reclusione fino a 6 anni (articolo 20.1).

Per eventuali necessità di supporto in materia di restrizioni e trade compliance clicca qui.



Tale decisione fa seguito all’esclusione delle banche russe dal sistema di pagamento internazionale SWIFT imposto dall’Unione europea con una serie di misure progressive contenute dal terzo (Reg. (UE) 2022/334) al sesto (Reg. (EU) 2022/879) pacchetto di sanzioni alla Russia. Tale esclusione ha determinato significative difficoltà e ritardi nei pagamenti da e verso la Federazione russa, determinando così un ostacolo al commercio anche con i paesi terzi che non hanno adottato restrizioni contro la Russia.

La decisione di adottare pagamenti internazionali in criptovalute al di fuori del sistema SWIFT rientra a pieno titolo nei numerosi tentativi di aggiramento delle sanzioni imposte dall’Unione europea. Essa non rappresenta, quindi, un’occasione per le imprese europee ma una piena violazionedelle misure restrittive dell’Unione europea. L’Unione ha adottato il 24 aprile 2024 la c.d. “Direttiva sul reato europeo” (DIRETTIVA (UE) 2024/1226) che, una volta recepita dagli Stati Membri, determinerà misure comuni nell’identificazione dei reati e delle sanzioni dovute alla violazione del sistema sanzionatorio.

In conclusione, si ricorda che l’Italia con il Decreto legislativo del 15 dicembre 2017, n.221 si è già dotata di uno strumento sanzionatorio per coloro che non rispettano le misure restrittive unionali. Il decreto prevede sanzioni penali di particolare rilevanza in caso di violazione delle misure sanzionatorie che possono arrivare alla reclusione fino a 6 anni (articolo 20.1).

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