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Pubblicata la "Guida alla prevenzione dell'evasione del controllo delle esportazioni e delle sanzioni russe"

25/09/2024 -

Ieri 24 settembre 2024 è stata pubblicata dalla Direzione generale della Stabilità finanziaria, dai servizi finanziari e dell’Unione dei mercati dei capitali (DG FISMA), nell'ambito del sottogruppo di lavoro del G7 sull'applicazione del controllo delle esportazioni, la “Guida alla prevenzione dell'evasione del controllo delle esportazioni e delle sanzioni russe”.

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Ieri 24 settembre 2024 è stata pubblicata dalla Direzione generale della Stabilità finanziaria, dai servizi finanziari e dell’Unione dei mercati dei capitali (DG FISMA), nell'ambito del sottogruppo di lavoro del G7 sull'applicazione del controllo delle esportazioni, la “Guida alla prevenzione dell'evasione del controllo delle esportazioni e delle sanzioni russe”.

L'obiettivo comune è aiutare le imprese a identificare le pratiche di evasione russe e a rispettare i controlli e le sanzioni legati al G7, tutelando così la propria tecnologia da appropriazioni indebite, evitando danni reputazionali e mitigando il rischio di responsabilità, mentre si sostiene il successo continuo dei controlli e delle sanzioni sulle esportazioni del G7. Il documento include un elenco di beni che presentano un rischio elevato di essere deviati verso la Russia, indicatori aggiornati di allerta per potenziali evasione dei controlli alle esportazioni e/o delle sanzioni, pratiche consigliate per le aziende per affrontare questi segnali di allerta e riferimenti a strumenti e risorse di screening pubblicamente disponibili per supportare la due diligence.

La Guida esamina, inoltre, le contromisure adottate dalla Russia nel tempo, evidenziando come, in risposta all'introduzione di specifiche sanzioni, alcune pratiche commerciali abbiano modificato procedure, canali e destinazioni. Questi cambiamenti mirano a ridurre o annullare gli effetti economici delle sanzioni imposte. Di conseguenza, le aziende esportatrici sono incoraggiate a condurre analisi del rischio dettagliate e a integrare misure di controllo nei propri processi di vendita. Tali misure devono garantire che i beni soggetti a restrizioni non arrivino, né direttamente né indirettamente, nei territori sanzionati, e devono anche tutelare l'esportatore da eventuali responsabilità in caso di controlli successivi.

Gli operatori devono, pertanto, implementare controlli efficaci, tenendo in considerazione il prodotto, il cliente e la destinazione finale del bene, che non deve essere incluso nell’elenco dei beni vietati. Tale elenco (Common High Priority List - CHPL) è disponibile online sul sito della Commissione e viene regolarmente aggiornato.

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