La Commissione Europea ha adottato il 4 novembre 2026 il Programma di lavoro per il 2027 (COM(2026) 710), il documento che individua le iniziative politiche e legislative più rilevanti dell’anno a venire. Accanto a 23 nuove iniziative, di cui 10 di semplificazione, il programma indica le proposte pendenti da approvare in via prioritaria, le proposte da ritirare e gli atti da abrogare. Tra i temi affrontati figurano la politica commerciale dell’Unione, l’approvvigionamento di materie prime critiche e la riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese.
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Riduzione degli oneri per le imprese: la Commissione Europea punta su accordi commerciali e materie prime critiche
La Commissione Europea ha adottato il 4 novembre 2026 il Programma di lavoro per il 2027 (COM(2026) 710), il documento che individua le iniziative politiche e legislative più rilevanti dell’anno a venire. Accanto a 23 nuove iniziative, di cui 10 di semplificazione, il programma indica le proposte pendenti da approvare in via prioritaria, le proposte da ritirare e gli atti da abrogare. Tra i temi affrontati figurano la politica commerciale dell’Unione, l’approvvigionamento di materie prime critiche e la riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese.
Il programma si colloca nella seconda metà del mandato della Commissione e parte da una constatazione esplicita: l’energia e le materie prime importate a basso costo, l’apertura del commercio globale e l’accesso al mercato cinese non costituiscono più le basi della crescita economica europea. Per questo l’indipendenza viene indicata come priorità per l’economia dell’Unione, da perseguire attraverso il completamento del mercato unico, la semplificazione delle regole e l’ampliamento della rete di partenariati commerciali.
Sul fronte della semplificazione, la Commissione ricorda di aver già presentato 12 pacchetti Omnibus e altre misure che, una volta pienamente attuati, potrebbero ridurre i costi amministrativi ricorrenti di 22,3 miliardi di euro l’anno. Il programma invita inoltre il Parlamento Europeo e il Consiglio a chiudere rapidamente i dossier già sul tavolo e propone di ritirare le iniziative che non hanno ottenuto un sostegno sufficiente o che risultano superate: per le proposte legislative pendenti indicate nell’Allegato III, la Commissione intende procedere al ritiro entro sei mesi.
I tempi indicati per le nuove iniziative, espressi per trimestre del 2027, sono indicativi e possono cambiare nel corso della preparazione degli atti, in particolare alla luce delle valutazioni d’impatto.
Tra le misure di maggiore interesse per le imprese attive negli scambi internazionali figurano:
- Accordi commerciali e diversificazione: la Commissione lavorerà per concludere o firmare, e quindi attuare, gli accordi di libero scambio con Indonesia, India, Australia, Filippine e Thailandia. È previsto inoltre uno strumento dedicato alla diversificazione, per accelerare la riduzione delle dipendenze strategiche che espongono a rischi la sicurezza economica dell’Unione. La Commissione lavorerà inoltre a un patto di deterrenza geoeconomica, per rafforzare gli strumenti a disposizione dell’UE contro gli squilibri macroeconomici globali.
- Materie prime critiche: sarà istituita la European Corporation on Critical Raw Materials, che opererà in stretto raccordo con il Centro per le materie prime critiche. L’obiettivo è assicurare le risorse necessarie a settori come veicoli elettrici, chip, batterie e difesa.
- Mercato unico: nel terzo trimestre del 2027 sono attese iniziative per la prevenzione delle barriere nel mercato unico e contro i vincoli territoriali di fornitura ingiustificati. Questi vincoli limitano la scelta dei consumatori e generano differenze di prezzo significative nell’Unione, in particolare sui beni di largo consumo.
- Patto contro il gold-plating: la Commissione lavorerà a un Patto in base al quale gli Stati membri dovrebbero rendere trasparenti i requisiti nazionali aggiunti in sede di recepimento del diritto dell’Unione e il loro impatto su imprese e mercato unico. Il Patto introdurrebbe inoltre un meccanismo di revisione e rimozione (review and remove) nell’ambito del Semestre europeo.
- Programma doganale 2028-2034: tra le proposte prioritarie pendenti figura la proposta di Regolamento che istituisce il programma Mercato unico e Dogana per il periodo 2028-2034, COM(2025) 590. La proposta rientra nel Quadro finanziario pluriennale 2028-2034: nel 2027 la Commissione intende lavorare con il Parlamento Europeo e il Consiglio per finalizzarne la legislazione settoriale, così che i fondi siano disponibili dal 1° gennaio 2028.
- Perfezionamento passivo economico nel tessile: tra i 14 atti di cui è prevista l’abrogazione figurano il Regolamento (CE) n. 3036/94 del Consiglio dell’8 dicembre 1994 e il relativo Regolamento (CE) n. 3017/95 della Commissione del 20 dicembre 1995. Il primo disciplina il perfezionamento passivo economico per alcuni prodotti tessili e di abbigliamento esportati per la lavorazione in Paesi terzi e successivamente reimportati. Secondo la Commissione, il perfezionamento passivo è ormai disciplinato dal Codice Doganale dell’Unione, e il venir meno del regime speciale farebbe cadere anche lo scopo operativo delle disposizioni di attuazione.
- Ritiri: tra le 18 proposte che la Commissione intende ritirare figurano:
- la Direttiva sulle dichiarazioni ambientali esplicite (Green Claims Directive), COM(2023) 166, per la quale il Consiglio non ha raggiunto un mandato negoziale;
- il Regolamento sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, COM(2023) 533, a cui si oppone un numero consistente di Stati membri;
- tre proposte in materia di fiscalità d’impresa: BEFIT, COM(2023) 532; il sistema di tassazione basato sulla sede centrale per le micro, piccole e medie imprese (Head Office Tax), COM(2023) 528; la tassazione della presenza digitale significativa, COM(2018) 147. Per queste la Commissione ritiene improbabile raggiungere l’unanimità richiesta in Consiglio.
Per gli operatori impegnati nell’import/export e nella gestione delle catene di fornitura, le misure annunciate suggeriscono alcune attività da avviare per tempo:
- Seguire l’avanzamento degli accordi di libero scambio con Indonesia, India, Australia, Filippine e Thailandia, valutando le opportunità di diversificazione di fornitori e mercati di sbocco.
- Mappare le dipendenze della propria catena di fornitura, in particolare per materie prime critiche e componenti, in vista dello strumento di diversificazione e delle iniziative sulle materie prime critiche.
- Verificare se procedure interne, contratti o autorizzazioni nel settore tessile-abbigliamento fanno ancora riferimento al Regolamento (CE) n. 3036/94, e allinearli al regime di perfezionamento passivo previsto dal Codice Doganale dell’Unione.
- Individuare gli adempimenti nazionali che eccedono quanto richiesto dal diritto dell’Unione, così da poterli documentare qualora venga introdotto il meccanismo di revisione e rimozione.
- Tenere conto dei ritiri annunciati nella pianificazione delle attività di adeguamento legate alle dichiarazioni ambientali, ai termini di pagamento e alla fiscalità d’impresa.
Contenuti e tempi effettivi delle nuove misure saranno noti con la presentazione delle singole proposte, attese nel corso del 2027.
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