Il 3 settembre 2026 il Consiglio dell’Unione europea ha approvato in via definitiva la revisione del Codice doganale dell’Unione. Si tratta della riforma più ambiziosa e completa degli ultimi decenni, strutturata per modernizzare la gestione degli scambi e rispondere alla crescita imponente dei flussi digitali globali.
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Riforma doganale UE: il Consiglio dà il via libera definitivo
Il 3 settembre 2026 il Consiglio dell’Unione europea ha approvato in via definitiva la revisione del Codice doganale dell’Unione. Si tratta della riforma più ambiziosa e completa degli ultimi decenni, strutturata per modernizzare la gestione degli scambi e rispondere alla crescita imponente dei flussi digitali globali.
1. E-commerce: responsabilità alle piattaforme extra-UE e nuove sanzioni
La gestione del commercio elettronico subisce una rivoluzione strutturale. Con le nuove regole, saranno le piattaforme di e-commerce di Paesi terzi – e non più i consumatori finali dell’UE – a essere considerate importatrici di diritto. Su di esse graverà l’intera responsabilità delle formalità doganali e del pagamento dei dazi applicabili. Per garantire l’osservanza di tali norme, viene introdotto un rigido sistema sanzionatorio:
- Nei casi più gravi di non conformità, le sanzioni pecuniarie possono raggiungere fino al 6% del valore annuo delle merci importate dall’impresa l’anno precedente.
- È prevista inoltre l’eliminazione di determinati privilegi doganali e, nei casi più estremi, la limitazione dell’accesso alle stesse piattaforme online.
In aggiunta, per coprire i crescenti costi di monitoraggio della mole di piccoli pacchi, entro il 1º novembre 2026 sarà introdotta una nuova tassa di gestione a livello UE sulle piccole spedizioni. L’importo della tassa sarà fissato dalla Commissione prima dell’applicazione. Questa misura è del tutto distinta dalla rimozione dell’esenzione dai dazi doganali per le merci sotto i 150 euro.
2. L’Autorità doganale dell’UE a Lille e l’EU Customs Data Hub
La governance doganale dell’Unione sarà coordinata dall’Autorità doganale dell’UE, che avrà sede a Lille (Francia) e sarà pienamente operativa a partire dal 2027.
Il fulcro operativo di questa nuova governance sarà l’EU Customs Data Hub (centro doganale digitale dell’UE), una piattaforma centrale in cui confluiranno costantemente i dati aggiornati di import ed export. Il Data Hub consentirà di:
- Permettere a importatori ed esportatori di interagire con un’unica interfaccia doganale centrale a livello UE.
- Analizzare i flussi di dati in tempo reale per individuare prioritariamente le spedizioni e le merci più rischiose, ottimizzando i controlli degli Stati membri.
- Gestire a livello unionale i criteri di rischio, le priorità di controllo e le situazioni di crisi.
3. Operatori “Trust and Check”
Sul fronte della semplificazione per le imprese, viene istituita la nuova categoria degli operatori “Trust and Check” (imprese di fiducia e certificate), destinata a rappresentare un livello di affidabilità superiore all'attuale status di AEO (Authorized Economic Operator). Le imprese che decideranno di garantire una trasparenza totale, fornendo in modo continuativo e completo informazioni sulla circolazione e sulla conformità delle proprie merci, otterranno vantaggi operativi senza precedenti:
- Svincolo delle merci senza alcun intervento doganale attivo, riducendo drasticamente i tempi e i costi operativi della catena logistica.
- Accesso a procedure fortemente semplificate per gli operatori in possesso di requisiti rigorosi.
Il percorso di adozione delle nuove regole e del centro doganale digitale prevede scadenze scaglionate nel tempo:
- Settembre 2026: voto finale atteso da parte del Parlamento europeo, firma e successiva pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE.
- 1º novembre 2026: entrata in vigore della tassa di gestione sulle piccole spedizioni.
- 1º luglio 2028: uso del Data Hub obbligatorio per le piattaforme di e-commerce.
- 1º marzo 2034: uso del Data Hub obbligatorio per tutti gli operatori economici.
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