In risposta al violento conflitto in Sudan, il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato, in data 13 luglio 2026, il Regolamento (UE) 2026/1724, che introduce nuove e severe misure restrittive mirate a colpire l’economia di guerra del Paese. Il provvedimento modifica il precedente regolamento del 2023, estendendo le sanzioni per contrastare le attività che minano la stabilità e la transizione politica sudanese.
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Sanzioni contro il Sudan: stop all’importazione di oro e ai beni per l’estrazione
In risposta al violento conflitto in Sudan, il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato, in data 13 luglio 2026, il Regolamento (UE) 2026/1724, che introduce nuove e severe misure restrittive mirate a colpire l’economia di guerra del Paese. Il provvedimento modifica il precedente regolamento del 2023, estendendo le sanzioni per contrastare le attività che minano la stabilità e la transizione politica sudanese.
La misura principale, definita nell’Articolo 1 bis, prevede il divieto assoluto di acquistare, importare o trasferire oro originario del Sudan o da esso esportato verso l’Unione Europea o Paesi terzi. Il bando, che entrerà pienamente in vigore per le operazioni successive al 15 luglio 2026, riguarda l’oro greggio, semilavorato, in polvere, nonché cascami, avanzi e monete d’oro.
Oltre al commercio diretto, il regolamento proibisce la fornitura di assistenza tecnica, servizi di intermediazione e finanziamenti legati a tali operazioni.
Per colpire le fonti di finanziamento delle parti in conflitto l’UE ha inoltre vietato l’esportazione verso il Sudan di beni cruciali per l’estrazione dell’oro. Tra i materiali soggetti a restrizione figurano il mercurio, cianuri e ossicianuri di sodio.
Il divieto si estende anche alla vendita e alla fornitura di tali beni qualora siano destinati a un uso in Sudan, indipendentemente dalla loro origine.
Sono previste limitate eccezioni per scopi diplomatici, organizzazioni internazionali che godono di immunità e per fini puramente umanitari o emergenze sanitarie. Inoltre, è stata concessa una deroga temporanea fino al 16 gennaio 2027 per l’esecuzione di contratti relativi ai cianuri di sodio conclusi prima del 15 luglio 2026.
Il regolamento è entrato in vigore il 14 luglio 2026, giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea, ed è immediatamente applicabile in tutti gli Stati membri.
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