La Commissione europea ha adottato il Regolamento di esecuzione (UE) 2025/2333 del 19 novembre 2025, con il quale impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di pannelli di compensato duro (“hardwood plywood”) originari della Repubblica Popolare Cinese, e dispone la riscossione definitiva del dazio provvisorio precedentemente applicato.
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UE: dazi antidumping definitivi su pannelli di compensato duro dalla Cina
La Commissione europea ha adottato il Regolamento di esecuzione (UE) 2025/2333 del 19 novembre 2025, con il quale impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di pannelli di compensato duro (“hardwood plywood”) originari della Repubblica Popolare Cinese, e dispone la riscossione definitiva del dazio provvisorio precedentemente applicato.
La misura arriva dopo un’istruttoria avviata il 11 ottobre 2024, su iniziativa del Greenwood Consortium che aveva denunciato pratiche di “dumping” e danno grave all’industria europea del settore. In base all’analisi della Commissione, è emerso che i produttori cinesi esportavano i pannelli a prezzi di dumping e che questa concorrenza sleale stava causando un danno materiale all’industria dell’UE, giustificando così l’introduzione di misure definitive.
Le aliquote definitive stabilite sono pari al 43,3 % sul prezzo CIF (non assoggettato a dazio doganale) per la società cinese campionata Pizhou Jiangshan Wood Co., Ltd, mentre per tutte le altre importazioni dalla Cina l’aliquota sale all’86,8 %. La misura coinvolge pienamente l’intero mercato UE e sarà applicata con effetto immediato dal giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea— ciò significa che le importazioni del prodotto interessato devono già riflettere il nuovo regime.
Guardando all’Italia, la misura rappresenta un segnale forte per la filiera del compensato e del legno duro, settori nei quali le pressioni competitive esterne avevano messo in difficoltà produttori e rivenditori. Tale azione può servire a «raddrizzare» il campo di gioco e consentire una ristrutturazione competitiva all’interno dell’Unione.
Resta da vedere in che modo i produttori cinesi reagiranno (eventualmente con ricorsi o nuovi modelli di esportazione) e come gli importatori europei gestiranno l’impatto sui costi di acquisto. Per il mercato interno, l’effetto potrebbe tradursi in prezzi più stabili o persino leggermente al rialzo, ma anche in maggiore attenzione da parte delle autorità europee verso pratiche commerciali distorsive.
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