La Commissione Europea ha ufficialmente istituito, con il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/157 del 23 gennaio 2026, un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di candele, ceri e articoli simili originari della Repubblica Popolare Cinese. Questa decisione segna la conclusione di un’inchiesta iniziata il 19 dicembre 2024, a seguito di una denuncia presentata dai produttori dell’Unione che rappresentavano oltre il 25% della produzione totale europea.
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UE: dazi antidumping definitivi sulle candele provenienti dalla Cina
La Commissione Europea ha ufficialmente istituito, con il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/157 del 23 gennaio 2026, un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di candele, ceri e articoli simili originari della Repubblica Popolare Cinese. Questa decisione segna la conclusione di un’inchiesta iniziata il 19 dicembre 2024, a seguito di una denuncia presentata dai produttori dell’Unione che rappresentavano oltre il 25% della produzione totale europea.
Le misure definitive prevedono aliquote differenziate per i principali produttori esportatori cinesi:
- Ningbo Kwung’s (comprese le società collegate): 56,7%.
- Qingdao Kingking Applied Chemistry Co Ltd.: 60,3%.
- Altre società che hanno collaborato ma non sono state inserite nel campione: 58,1%.
- Tutte le altre società non specificate: 60,3%.
Il Regolamento dispone inoltre la riscossione definitiva dei dazi provvisori che erano stati istituiti il 14 agosto 2025.
L’indagine della Commissione ha confermato che l’industria europea ha subito un pregiudizio notevole a causa delle pratiche commerciali sleali dei produttori cinesi. Durante il periodo in esame, le importazioni dalla Cina sono aumentate del 40% in termini assoluti, facendo balzare la loro quota di mercato dal 13% al 22%.
Questa massiccia presenza di prodotti a basso prezzo ha causato una contrazione dei prezzi sul mercato europeo. Mentre i costi di produzione per le imprese dell’Unione sono aumentati del 42%, la pressione delle importazioni cinesi ha impedito ai produttori locali di adeguare i propri prezzi di vendita, che sono cresciuti solo del 24%. Di conseguenza, la redditività dell’industria dell’Unione è crollata dal 9-11% a un livello critico del 3-4%.
Nonostante le obiezioni presentate dalla China Household Chemicals Industry Association (CHCIA) e dal governo cinese, la Commissione ha ribadito che il nesso di causalità tra il dumping e il danno all’industria europea è chiaramente stabilito. Le argomentazioni secondo cui il danno sarebbe derivato dall’aumento dei costi energetici o da cambiamenti nelle preferenze dei consumatori sono state respinte, poiché è stato accertato che l’undercutting dei prezzi cinesi (calcolato tra il 19% e il 43,2%) è stato il fattore determinante.
La Commissione ha concluso che l’istituzione di questi dazi è nell’interesse dell’Unione per ripristinare condizioni di parità sul mercato. Sebbene ciò possa comportare un leggero aumento dei costi per importatori e distributori, l’impatto sui consumatori è ritenuto trascurabile dato il basso costo unitario delle candele. Il Regolamento è entrato in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.
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