Il 18 novembre 2025 la Commissione europea ha adottato il Regolamento di esecuzione 2025/2351 che introduce misure definitive di salvaguardia su alcune importazioni di ferroleghe, con l’obiettivo di rallentare l’ingresso nell’Unione di determinate ferroleghe importate a basso costo, tutelando al contempo la produzione europea.
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UE: misure definitive di salvaguardia su alcune ferroleghe per rafforzare l’industria europea
Il 18 novembre 2025 la Commissione europea ha adottato il Regolamento di esecuzione 2025/2351che introduce misure definitive di salvaguardia su alcune importazioni di ferroleghe, con l’obiettivo di rallentare l’ingresso nell’Unione di determinate ferroleghe importate a basso costo, tutelando al contempo la produzione europea.
Con le misure introdotte vengono istituiti contingenti tariffari (TRQ) “Paese-specifici” per varie tipologie di ferroleghe. Nello specifico, se il prezzo delle importazioni supera una soglia prestabilita, anche al di fuori del contingente si può accedere in esenzione dazi. Se invece il prezzo è al di sotto della soglia, si applica un dazio variabile, calcolato come differenza tra il prezzo d’ingresso netto e la soglia.
È importante notare che tale regolamento ha una particolare rilevanza per quanto riguarda i Paesi EFTA. La Norvegia e l’Islanda, pur essendo partner SEE, sono incluse nelle misure di salvaguardia per le ferroleghe (in particolare Ferromanganese, Ferrosilicio e Ferro-silico-manganese per la Norvegia, e Ferrosilicio per l’Islanda) perché il volume delle loro importazioni ha contribuito in modo significativo al mercato.
La Commissione ha esaminato il volume e i prezzi delle importazioni dagli Stati EFTA: nel 2024, Norvegia e Islanda rappresentavano il 47,4% delle importazioni totali dei prodotti in esame nell’Unione. Tali Paesi esportavano nell’Unione a prezzi che erano all’incirca allo stesso livello di quelli dei produttori dell’Unione e a prezzi più elevati rispetto alle importazioni da altre origini.
Nonostante i prezzi fossero più alti rispetto ad altre origini, essi hanno comunque esercitato una pressione concorrenziale sui produttori dell’Unione, determinando una contrazione dei prezzi e impedendo ai produttori UE di aumentare i prezzi per coprire i loro cost.
La Commissione ha scelto una misura limitata allo stretto necessario per rimediare alla situazione e che perturbasse il meno possibile il funzionamento dell’accordo SEE.
La misura istituita è sotto forma di contingenti tariffari specifici per tipo di prodotto e di un aumento tariffario fuori contingente. Questo è stato scelto per consentire all’industria dell’Unione di recuperare la competitività, mantenendo nel contempo le importazioni dagli Stati EFTA-SEE con la minima perturbazione possibile
I prodotti e i volumi di contingente tariffario (in tonnellate nette) per il primo anno (dal 18.11.2025 al 17.11.2026) per Norvegia e Islanda sono dettagliati come segue:
| Tipo di prodotto | Codici SA/NC | Paese | Volume del contingente tariffario (Anno 1) |
| Ferromanganese | 7202 11, 7202 19 | Norvegia | 28 972,70 (Q1); 28 027,93 (Q2); 28 972,70 (Q3); 28 972,70 (Q4) |
| Ferrosilicio | 7202 21, 7202 29 | Norvegia | 35 136,16 (Q1); 33 990,41 (Q2); 35 136,16 (Q3); 35 136,16 (Q4) |
| Ferrosilicio | 7202 21, 7202 29 | Islanda | 13 373,32 (Q1); 12 937,24 (Q2); 13 373,32 (Q3); 13 373,32 (Q4) |
| Ferro-silico-manganese | 7202 30 | Norvegia | 37 067,71 (Q1); 35 858,98 (Q2); 37 067,71 (Q3); 37 067,71 (Q4) |
Questi contingenti specifici per paese consentono alle importazioni entro tali volumi di entrare in esenzione da dazi.
Tali misure avranno una durata iniziale di tre anni, fino al 17 novembre 2028. La Commissione monitorerà regolarmente la situazione, con consultazioni trimestrali (anche con Norvegia e Islanda, Paesi EEA) per valutarne l’impatto.
Nel rispetto degli impegni internazionali ci sono tuttavia alcune esclusioni: alcuni Paesi a basso reddito (WTO) e l’Ucraina non sono infatti soggetti alle misure.
Con l’adozione del Regolamento 2025/2351 l’UE compie un salto significativo nella protezione strategica della sua filiera delle ferroleghe. Le misure possono contribuire a ristabilire equilibrio e competitività all’interno del mercato europeo, nel contesto di pressioni globali crescenti. Ma il successo dipenderà anche da come tali misure verranno gestite nei prossimi trimestri e se gli stakeholder – importatori, produttori, paesi terzi – sapranno adattarsi al nuovo quadro regolatorio.
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