Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un’intesa economica e commerciale finalizzata a ridurre le tensioni bilaterali e a rimodulare le misure restrittive applicate nei settori strategici
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USA-Cina: raggiunto un accordo su tariffe e controlli all’esportazione
Il1° novembre 2025, come riportato nelFact Sheet della Casa Bianca “President Donald J. Trump Strikes Deal on Economic and Trade Relations with China”, Stati Uniti e Cina hanno raggiuntoun’intesa economica e commerciale finalizzata a ridurre le tensioni bilaterali e a rimodulare le misure restrittive applicate nei settori strategici. L’intesa prevede una serie di impegni reciproci con effetti diretti sul commercio internazionale, in particolare per le imprese coinvolte nell’import e nell’export di materie prime critiche, prodotti agricoli e componenti tecnologici.
Il documento chiarisce che la Cina si impegna a sospendere l’applicazione delle nuove misure di controllo all’export relative a terre rare e minerali critici (gallio, germanio, antimonio, grafite) e ad autorizzare licenze generali per gli esportatori statunitensi. Pechino interrompe, inoltre, le tariffe di ritorsione introdotte il 4 marzo 2025 su prodotti agricoli statunitensi (soia, carne, cereali, legname) e riprende acquisti significativi da operatori USA.
Dal lato statunitense, l’accordo include la riduzione dell’aliquota sui beni importati dalla Cina soggetti a dazi legati ai flussi di precursori del fentanyl (meno 10 punti percentuali a partire dal 10 novembre 2025) e la sospensione delle tariffe reciproche maggiorate fino al 10 novembre 2026.
Tali misure sono state attuate con l’Executive Order del 4 novembre 2025(“Modifying Reciprocal Tariff Rates Consistent with the Economic and Trade Arrangement between the United States and the People’s Republic of China”), che dà esecuzione operativa all’accordo e stabilisce le condizioni di revisione dei dazi reciproci. L’intesa si inserisce in una più ampia strategia di cooperazione economica e di controllo dei flussi commerciali bilaterali, che comprende anche un rafforzamento delle attività di contrasto al traffico di precursori chimici e un monitoraggio congiunto sulle restrizioni agli export tecnologici.
L’accordo del 1° novembre segna un allentamento delle tensioni commerciali e una temporanea rimodulazione dei dazi reciproci, con impatti diretti sulle filiere globali e sui controlli all’esportazione. Per le imprese europee coinvolte in catene di fornitura USA-Cina, si apre una fase di adattamento normativo che richiederà una revisione puntuale delle pratiche doganali e di compliance.
To do per le imprese
- Verificare l’impatto dell’accordo sui codici NC e sulle aliquote daziarie applicabili a prodotti provenienti da o destinati a Stati Uniti e Cina.
- Aggiornare la classificazione doganale e i sistemi di tracciabilità per beni contenenti terre rare o minerali critici (gallio, germanio, grafite, antimonio).
- Monitorare la sospensione delle tariffe ritorsive cinesi su prodotti agricoli e industriali statunitensi, per valutare eventuali effetti indiretti sui costi lungo la filiera.
- Adeguare le procedure di export control in base alle nuove licenze generali previste dalla Cina e ai regimi di controllo statunitensi.
- Aggiornare la documentazione di conformità doganale e le check-list interne, con particolare attenzione ai settori high-tech e semiconduttori.
- Sorvegliare le modifiche alle Section 301 measures statunitensi e agli elenchi “unreliable entity” ed “end-user” cinesi.
- Mantenere un dialogo costante con gli operatori doganali e i consulenti specializzati per anticipare le variazioni tariffarie e normative previste entro novembre 2026.
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