Il 23 gennaio 2023 si è concluso il ciclo “Visualizing a Greener HS” organizzato dall’ Organizzazione Mondiale delle Dogane (World Customs Organization – WCO) allo scopo di discutere idee concrete per rendere la futura edizione del Sistema Armonizzato (Harmonised System 2027) ancora più “green” e di mettere in evidenza il ruolo delle dogane nella transizione green del commercio internazionale.
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“Visualising a greener HS”: ultimo incontro per discutere della sostenibilità del futuro Sistema Armonizzato
Il 23 gennaio 2023 si è concluso il ciclo “Visualizing a Greener HS” organizzato dall’ Organizzazione Mondiale delle Dogane (World Customs Organization – WCO). I 5 incontri, che si sono tenuti tra ottobre e gennaio, avevano l’obiettivo di individuare idee attuabili per rendere la futura edizione del Sistema Armonizzato – Harmonised System (HS, che entrerà in vigore nel 2027) sempre più “green”, tenendo presente proprio il ruolo chiave attribuito al commercio internazionale dall'Agenda 2023 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile nel garantire una maggiore sostenibilità ambientale.
Il tema del quinto ed ultimo incontro è stato “The environmental credentials of technology - can we identify the green status of equipment?”: una riflessione sulla necessità di identificare, tramite il Sistema Armonizzato, lo “stato ecologico” dei beni che vengono scambiati nel commercio internazionale (nuovo, usato, riciclato, ricondizionato….) e su come possano tali beni essere classificati in modo tale che i criteri di classificazione rimangano pertinenti per l'intera durata di un'edizione del Sistema Armonizzato (5 anni). Tra le principali criticità emerse vi è, in primo luogo, la mancanza di una definizione comunemente accettata di “green technology”, anche a causa della rapidità con cui alcune tecnologie si evolvono oggigiorno. Inoltre, l’assenza di specifiche descrizioni merceologiche (sottovoci) costituisce un problema da attenzionare nella redazione del futuro HS2027: ci sono, infatti, molti prodotti che attualmente non trovano specifica identificazione all’interno del Sistema Armonizzato, rendendo difficile, se non impossibile, tracciarne gli scambi nel commercio internazionale.
Un Sistema Armonizzato più green, capace di identificare chiaramente le merci “environmental preferable” – preferibili in relazione al loro impatto ambientale – renderebbe più trasparenti gli scambi commerciali di determinate categorie di beni e fornirebbe un importante sostegno alle politiche volte a ridurre l'impatto ambientale del commercio, combattendo le minacce allo sviluppo sostenibile, il commercio illecito di fauna e flora selvatiche, lo sfruttamento delle risorse forestali, ittiche e minerarie, e infinte la produzione di rifiuti pericolosi.
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